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Fotografie > Patologie ed altre avversità > Le tarme della cera

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Titolo: Achroia grisella

Descrizione: Due sono le tarme della cera: la più grande è la Galleria mellonella, conosciuta dai pescatori con il nome comune di camola del miele. Questa si riproduce soprattutto a carico dei favi in magazzino e di favi presenti in arnie abbandonate o con famiglie ormai prossime al collasso. Predilige i favi di covata perché si avvantaggia fortemente dei residui proteici lasciati dagli stati larvali (fili sericei delle celle di covata ecc.).
La Achroia grisella è invece una farfalla più piccola. La larva si sviluppa in gallerie che costruisce fra la covata e l’opercolo. E’ una presenza in genere contenuta che non disturba eccessivamente l’alveare. Curiosamente si sviluppa meglio nelle arnie forti perché necessita di covata compatta ed estesa. Nella foto è ritratta la tipica galleria della Achroia grisella.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - larva

Descrizione: Come detto la Galleria mellonella è conosciuta dai pescatori con il nome comune di camola del miele. Capita di incontrare qualche rara larva durante le visite negòli alveari. Le famiglie riescono però a controllare perfettamente questo insetto che si sviluppa in popolazione solo se la famiglia è prossima al collasso o è definitivamente estinta.
Nella foto si può notare la testa, leggermente più scura, e nei primi metameri i pseudopodi

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - larva

Descrizione: Le larve cercano sistemazioni che permettano la vicinanza ai favi e nel contempo posizioni poco frequentate dalle api. Poichè non disdegnano nutrirsi del molto materiale proteico che cade sul fondo degli alveari, sotto la griglia, beneficiano anche di un soggiorno nell'arnia non a diretto contatto con le api.
Nella foto si possono notare i peli vicini al capo.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - pseudopodi larva

Descrizione: Nella foto è ritratta una larva in posizione laterale. si possono notare i pseudopodi. Questu abbozzi di zampe sono caratteristici dei lepidotteri ovvero delle larve delle farfalle, mancano completamente nelle larve di ditteri (es. Mosca della carne) mentre nei coleotteri sono più fini e cherificate

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - pseudopodi larva

Descrizione: Il nuovo flagello che si sta per abbattere sulla nostra apicoltura si chiama Aethinia tumida. Il riconoscimento rapido delle rispettive larve può avvenire proprio dall'esame dell'apparato di locomozione

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - le feci

Descrizione: Le feci sono molto caratteristiche: piccole, scure, leggermente appiattite, vagamente rettangolari e striate da due o più solchi paralleli

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - le feci

Descrizione: La presenza delle feci sono traccia rivelatrice della presenza di questo insetto. Nelle famiglie deboli le api possono trascurare la perfetta pulizia dei favi e può accadere che durante la smielatura se ne ritrovi una certa quantità nel miele. E' di basilare importanza quindi l'uso dei filtri in accaio e a sacco all'uscita della centrifuga. Spesso le feci si trovano sul fondo dell'arnia mischiate alla rosura della cera.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - danni

Descrizione: I danni sono soprattutto a carico dei favi in magazzino. Prediligono quelli che hanno contenuto covata perchè piu proteici per la presenza di fili sericei ed evitano le aree che contengono miele. Per contrastare questo insetto si utilizza l'anidride solforosa o in bombole o per la combusione dello zolfo. E' una pratica non priva di rischi ed è quindi opportuno agire con cautela. Buoni risultati si ottengono con il Bacillus turingensis innocuo per l'uomo. E' stato usata in passato canfora, naftalina e altri antitarme ma sono molto persistenti e si legano alla cera con pericoli molto consistenti di inquinamento del miele e della cera.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - danni

Descrizione: Non sempre la Camola è dannosa. La sua capacità di triturare in modo così efficiente la cera permette di eliminare nel giro di poco tempo materiale e apiari abbandonati e quindi focolai di peste che altrimenti potrebbero rimanere attivi per lungo tempo

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - danni

Descrizione: Dei favi rimane a volte solo un fine e leggero ordito

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - pupa

Descrizione: Alla maturità la larva cerca un fessura del legno o comunque un posto riparato per realizzare il suo bozzolo. Non disdegna scavarsi anche un nicchia nel legno (ha buone mandibole). Intesse il bozzolo di un tessuto estremamente resistente (provate a lacerarlo se riuscite!) che protegge la sua fase di pupa ovvero la fase "dormiente" di trasformazione da larva a farfalla da eventuali attacchi di nemici.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Galleria melonella - pupa

Descrizione: Le api, che non sono fesse, costatando l'imossibilità a lacerare il forte involucro che difende il sonno della pupa cercano di propolizzare il bozzolo. Murano viva il poco gradito ospite.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Come si impupano

Descrizione: Nei lepidotteri, e quindi nelle camole, quando le larve o i bruchi devono trasformarsi in insetto adulto hanno bisogno di un periodo di stasi affinche possa modificarsi l'intero tessuto che ricopre il corpo. Le larve triturano ogni cosa per scavarsi un comodo riparo

Autore: Giamapolo Palmieri
Titolo: Un vecchio favo abbandonato

Descrizione: Un vecchio favo abbandonato può diventare un interessante reperto didattico!! Nella foto si può notare che le camole e poi gli acari hanno mangiato e consumato le cellette del favo nelle cui pareti hanno trovato i inglobati gli scarti proteici delle covate che si erano succedute. Si può notare che è rimasto quasi integro il foglio di cera e, ormai ridotto ad un merletto, lo strato di propoli che copriva e proteggeva le celle. La propoli infatti viene utilizzata per dare resistenza alle celle e ai favi nei punti di maggio usura e fragilità come appunto il bordo di una cella. In questo modo però viene a costituirsi un reticolo più rigido del substrato di cera: una "rete" che favorisce il propagarsi delle vibrazioni e quindi la comunicazione fra ape ed ape. Non a caso l'apparato uditivo è essenzialmente sulle zampe :-)
Le api sono arrivate prima di noi a scoprire la rete ed il WEB :-))

Autore: Giampaolo Palmieri
 
nereal.com . 05|18