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Fotografie > Patologie ed altre avversità > Varroa > Sintomi ed osservazioni

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Titolo: Sintomi di una forte infestazione: la presenza su api adulte

Descrizione: Fra i segni che rendono manifesti una forte infestazione di Varroa destructor è il facile scorgere del parassita stesso sul corpo delle api. In genere viene affermato r riportato in alcuni testi che ogni Varroa vista corrisponde a un centinaio di attive. In altri termini che un buon osservatore ne può scorgere solo 1% perchè in genere sanno ben nascondersi sul corpo dell'ape.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Sintomi di una forte infestazione: le api deformi

Descrizione: Un segnale di forte infestazione di Varroa destructor è la presenza di api deformi. Le api deformi sono in genere più scure per le molte punture subite e con ali ridotte a moncherini.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Sintomi di una forte infestazione: le api deformi

Descrizione: La Varroa ha punto ripetutamente l’ape nei suoi stati larvali per succhiargli l’emolinfa, ovvero il suo speciale sangue. Molte non sono riuscite neppure a nascere e quelle nate sono spesso deformi ed inabili a qualsiasi mansione.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Sintomi di una forte infestazione: le api deformi

Descrizione: La Varroa, autentico vampiro che ghermisce soprattutto la covata, indebolisce e riduce comunque anche la durata di vita delle api adulte. Le api che riescono a nascere da una cella infestata presentano livelli e gradi di handicap diversi.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Fase in cui la covata è ancora indenne dalla Varroa

Descrizione: La femmina di Varroa adulta penetra nelle cellette di covata quando le larve sono mature e stanno per trasformarsi in pupa. E’ una fase delicata in cui viene sospesa l’alimentazione e le cellette vengono opercolate affinché tutto il processo di trasformazione della larva avvenga nella massima tranquillità.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Sintomi di forte infestazione: la covata morta

Descrizione: La covata opercolata non può essere assistita costantemente dalle api e spesso, quando l’infestazione di Varroa è forte, la pupa muore. Quando le api avvertono questo decesso non possono far altro che provvedere alla pulizia della cella. Se la pupa morta è molto giovane viene mangiata la testa per ricuperare le proteine preziose per alimentare altra covata. (nella foto una pupa senza la testa)

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Sintomi di una forte infestazione:covata adulta morta

Descrizione: Spesso però si incontrano api che sono morte proprio nello stremo tentativo di sfarfallare, di uscire da quella culla trasformatasi in un inferno per la presenza di parassiti che divengono sempre più numerosi. La varroa iniziale infatti ha partorito una numerosa prole e, nel tempo che la larva cercherà di trasformarsi in ape adulta, si registreranno due generazioni e mezza ….. una prole che è nata, nutrita e cresciuta succhiando il “sangue” della piccola ape. La forte infestazione provoca una mortalità a carico della covata che crea una discontinuità della stessa, una mancanza di compattezza delle rose di covata che può essere a volte così forte da risultare analoga a quella conseguente alla peste americana

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: ape imprigionata nel cassettino

Descrizione: I trattamenti in genere tramortiscono la varroa che cade nel cassettino sottostante al nido . Intontite, le Varroe camminano alla ricerca di un nuovo passaggio per ritornare all’interno dell’alveare; se un ape rimane intrappolata nel cassettino viene subito attaccata da molti acari.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa e esame del cassettino

Descrizione: Non solo il conteggio degli acari caduti è importante ma anche l’esame degli stessi per verificare la loro integrità. Segni di lesioni e colpi sul corpo della Varroa può rilvelare il possibile intervento delle api (comportamento attivo) per rimuovere i parassiti. Un attitudine che è sviluppata in gradi diversi nelle varie famiglie

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa e esame dell’integrità della Varroa

Descrizione: A volte si possono scorgere varroe “ammaccate” in modo tale da far supporre che siano state afferrate dalle mandibole delle api che hanno fatto opera di spulciamento delle compagne. Il dato è però difficile da analizzare anche perchè i cassettini sono spesso "ispezionati" da formiche che non disegnano la varroa come fonte alimentare

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Esame del cassettino

Descrizione: L'esame del cassettino rivela sempre molte cose della vita dell'alveare: dal grado di infestazione della varroa e l'efficacia dei trattamenti fino all'importazione del polline. la presenza della camola e di altri insetti "ospiti secondari" dell'alveare ecc. Nella foto si notano individui di varroa deiezioni di tarme della cera ed una antenna di ape non ancora adulta. Individuo probabilmente morto per la varroa.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Sintomi di una forte infestazione: la presenza su api adulte

Descrizione: In questo periodo il grado d’infestazione di varroa raggiunge il suo picco massimo. Per questo motivo si consiglia di raccogliere il prodotto dagli alveari entro il 15 agosto: una volta allontanato il miele (e quindi l’eventuale rischio del suo inquinamento) si possono effettuare tempestivi trattamenti sanitari per salvaguardare le api da questo pericoloso parassita.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Sintomi di una forte infestazione

Descrizione: Varroa che cammina su gli opercoli della covata.
(Berbenno di Valtellina - loc. Pedemonte - 5 ott 07)

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: De Stefani

Descrizione: De Stefani mostra al veterinario di Chiavenna, dott. Fabbri, alcuni favi di un alveare che è rimasto pressoché privo di api

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Raccolta dei campioni

Descrizione: Il dott. Orsi raccoglie campioni di api e di favi che avvierà al laboratorio per le analisi. Sullo sfondo le arnie chiuse da una rete: corrispondono alle molte famiglie morte. Il sopralluogo è continuato poi in uno degli apiari del sig. Calligari.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Sopralluogo veterinario ad apiario decimato

Descrizione: 26 febbraio 2008 - Prata Camportaccio - località Stovano (quota 800) il dott. Fabio Orsi, Veterinario Responsabile per la provincia di Sondrio del settore apistico, esamina gli alveari distrutti in un apiario del sig. De Stefani

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Controllo della covata maschile

Descrizione: E' consigliato estrarre alcune pupe della covata maschile ed osservarle attentamente per verificare l'eventuale presenza di Varroa

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa su pupa

Descrizione: 6 settembre 2008 - Famiglia fortemente infestata - Varroa che cammina sulla pupa

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa anche in celle con larve

Descrizione: 6 settembre 2008 - Famiglia fortemente infestata - In letteratura viene riportato che la Varroa entra nelle celle di covata poco prima dell'opercolamento delle stesse. Abbiamo riscontrato però che la Varroa entra anche in celle occupate da giovani larve; sembra quindi non disdegnare un "bagno" nella pappa reale.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa anche in celle con larve

Descrizione: 6 settembre 2008 - Famiglia fortemente infestata - In letteratura viene riportato che la Varroa entra nelle celle di covata per poi riprodursi in tutta tranquillità. La Varroa però non disdegna di aggredire e nutrirsi di giovani larve che in breve soccombono.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Situazione Varroa 2009

Descrizione: L'acaro parassita Varroa destructor è uno dei peggiori nemici dell'apicoltura. Impossibile da sconfiggere e difficile da contenere. Si adatta velocemente ai protocolli di intervento che di volta in volta si studiano e propongono poiché rapidamente compaiono ceppi resistenti ai principi attivi ma anche comportamenti biologici adattivi. Si propone una relazione per immagini di quanto rilevato nel corso del 2009

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Un nucleo con un alta carica di Varroa

Descrizione: 25 maggio 2010 - Alice e Giampaolo visitano l'apiario di un associato e riscontrano in un nucleo una carica di Varroa molto elevata. Accertano la presenza di molti parassiti sui dorsi delle api e trovano anche diverse api malformate e/o con ali ridotte a moncherini (virus collegato alla Vrroa). Nel filmato abbiamo evidenziato solo alcuni parassiti, se avete l'occhio allenato potete vederne molti di più

Autore: Alice Gaggi
Titolo: Una Varroa su un coleottero

Descrizione: Un coleottero saprofago che si aggirava nel cassettino di un alveare si è trovato a suo malgrado a dover trasportare una varroa. Chissà se questa ha tentato di succhiare un pò di emolinfa, probabilmente qualche tentativo l'avrà fatto ma è improbabile sia riuscita nell'impresa.

Autore: Bianchini - Palmieri
Titolo: Varroa nel cassettino

Descrizione: Alcune osservazioni sulla lotta alla Varroa, sul comportamento e sulla vitalità di questo acaro

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa su bottinatrice

Descrizione: In questa bella foto di Francesca Alessi si nota molto nitidamente una Varroa sul dorso di un'ape bottinatrice. L'immagine è stata scattata nei pressi di Sondrio e la pianta bottinata per nettare e polline è l'Helianthus tuberosus. Nella fase pre-invernale la Varroa è pressochè tutta in fase "foretica" e migra facilmente da alveare ad alveare al seguito di api saccheggiatrici o di api "che sbagliano alveare" ("deriva").

Autore: Francesca Alessi
Titolo: cassettino

Descrizione: 7 agosto 2013
L'allarme era esatto, le prime impressioni erano giuste... Dopo 24 ore 760 varroe cadute!!

Autore: Christian Gajon
Titolo: Grooming o spulciamento delle api

Descrizione: La Varroa, prima di diffondersi sull'ape mellifera, era un parassita dell'ape cerana. Questa aveva evoluto un efficace comportamento - lo spulciamento o grooming - partendo dall'attività di toelettatura che le api frequentemente compiono per pulirsi dal polline e per il loro forte istinto igienico.
Diversi apicoltori hanno cercato di rilevare le famiglie di api mellifera che avevano più sviluppato un analogo comportamento nei confronti della Varroa per selezionare linee genetiche interessanti. Sfortunatamente i risultati fino a qui ottenuti sono risultati negativi poiché tali caratteristiche non sembrano fissarsi geneticamente in modo stabile . Marco Moretti è sempre molto sensibile alle ricerche innovative ed ha quindi incominciato ad osservare i cassettini per individuare le famiglie che presentano un numero rilevante di Varroe con segni di danneggiamenti per il morso mandibolare delle api.
Il Veterinario dott. Fabio Orsi dell'ASL di Sondrio ha avanzato l'interessante ipotesi che lo spulciamento sia un comportamento solo in parte genetico. Questo potrebbe infatti essere appreso per imitazione. E' già stato rilevato dai ricercatori che le api sono in grado di "insegnare" alle sorelle. La trasmissione delle informazioni fra queste non si limita infatti solo alla posizione geografica di una fonte alimentare ma molto probabilmente anche alla tecnica di raccolta. Purtroppo circa la trasmissione delle esperienze e conoscenze fra le api siamo poco più che all'anno zero.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa 2013

Descrizione: Abbiamo lasciato alle spalle il 2013 ma è giusto ed opportuno fare un analisi critica di quanto è successo ed abbiamo osservato nel 2013 sul fronte della Varroa anche perché quanto andremo ad affrontare ne è diretta conseguenza.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa nei cassettini

Descrizione: La foto di Fabio Pini del cassettino dopo il blocco di covata e trattamento con Apibioxal

Autore: Fabio Pini
Titolo: Covata con alcune celle compromesse

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa su pupa

Descrizione: Quando si individuano delle celle con covata compromessa è opportuno estrarre la pupa, o la larva, per verificare la presenza di parassiti o comunque la patologia presente.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Fuco con le ali deformi

Descrizione: 16 giugno 2015 - Un amico ci ha inviato questa foto di un fuco con le api deformi. E' questo l'effetto di un virus, appunto denominato DWV o delle ali deformi. La diffusione del virus è legata alla presenza della Varroa che ne è un potente vettore. Non c'è una correlazione diretta e univoca fra quantità di Varroa e api infettate dal virus ma comunque, rintracciare diversi individui affetti da tale patologia a giugno deve comunque fungere da campanello d'allarme e di attenzione
Titolo: Sintomi di una forte infestazione: la covata

Descrizione: Nel caso diuna forte infestazione di Varroa la covata risulta fortemente danneggiata. Gli opercoli della covata risultano forati, con aperture in genere leggermente superiori a quelli che si riscontrano nei casi di peste americana. Nelle celle si trovano sia larve che pupe morte (contrariamente alla peste americana dove le larve colpite non riescono mai a giungere allo stadio di pupa).

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Cassettini: le Varroe cadute

Descrizione: In genere le segnalazioni ricevute indicano una infestazione di Varroa 2015 abbastanza bassa rispetto ad altri periodi estivi. Non cosi in tutti i luoghi della provincia di Sondrio e non in tutti gli alveari. Questa ad esempio la caduta di Varroa in due alveari dopo il blocco di covata. Il livello di infestazione era analogo anche negli altri alveari

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Diagnostica nel cassettino

Descrizione: 4 dicembre - E' importante capire, anche senza aprire l'alveare, se la famiglia sta allevando covata o è in blocco. Ci si può affidare all'osservazione delle api in transito alle porticine di entrata: se si rileva un'importazione relativamente cospicua di polline già suona un primo campanello di allarme. Un secondo è se si verifica un ancor sostenuto consumo di candito. La prova migliore e definitiva però ci giunge dal cassettino anti-varroa!! Qui, oltre alla Varroa possiamo trovare pezzi di pupe, di api cioè che sono morte appunto per l'azione della Varroa e sono state rimosse, pezzo pezzo, dalle cellette dalle api spazzine che, inevitabilmente, nella delicata operazione hanno lasciato cadere una piccola parte di quanto asportato.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Un inverno caldo fa saltare il blocco di covata

Descrizione: L'esame del cassettino è un operazione fondamentale, soprattutto d'inverno quando è opportuno ridurre all'eccezionalità l'apertura del nido. In questo caso le parti di pupa, un opercolo di covata e qualche Varroa sono elementi sufficienti per segnalare la presenza di covata ed una infestazione che non è stata domata dal trattamento invernale.

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Un inverno senza blocco di covata

Descrizione: Le condizioni climatiche anomale si aggiungo ad altri fattori negativi: alcuni alveari si trovano così in una situazione compromessa per una presenza eccessiva di Varroa. La presenza di deiezioni fa sospettare la concomitante azione del Nosema

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroa!!

Descrizione: In alcuni casi gli attacchi di Varroa sono stati così elevati da compromettere la sopravvivenza stessa degli alveari

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Virus delle ali deformi

Descrizione: 8 luglio 2016 - E' il virus che più facilmente si associa alla presenza della Varroa. In genere queste povere api trasportano poi anche effettivamente della Varroa.

Autore: Cristina Palmieri
Titolo: Virus delle ali deformi

Descrizione: 8 luglio 2016 - E' il virus che più facilmente si associa alla presenza della Varroa. Una Varroa è pienamente visibile e, molto vicina a questa, un altra è seminascosta dai peli .

Autore: Cristina Palmieri
Titolo: Blocco di covata

Descrizione: L'amico Mario Franceschini ci ha inviato alcune foto molto interessanti. Mario ha aperto una cella opercolata posta all'interno di una gabbietta "Scalvini": voleva verificare quanto attrae questa piccola porzione di covata quando il resto dell'alveare è "in blocco". Notevole è stata la sorpresa di constatare un numero così "assurdamente elevato" - circa 15 individui per celletta!!!!

Autore: Mario Franceschini
Titolo: Osservazioni di Mario Franceschini

Descrizione: Mario Franceschini nel monitorare la caduta di Varroa nei suoi apiari ha confermato quanto abbiamo già segnalato e scritto: la situazione si presenta con una generale bassa caduta ma con alcuni alveari, che senza apparente motivo, si discostano in modo molto significativo da tale andamento. Una disomogeneità spesso non giustificata "dalla storia" dell'alveare coinvolto e sulle cui cause si possono solo avanzare delle congetture.

Autore: Mario Franceschini
Titolo: Formiche cacciatrici

Descrizione: L'amico Mario Franceschini ha individuato formiche cacciatrici di Varroa!!!
Spero che inizi a riprodurre queste particolari formiche e le ponga in vendita. Personalmente mi prenoto :-))

Autore: Mario Franceschini
Titolo: Formiche cacciatrici di Varroa

Descrizione: Il controllo del cassettino per constatare la Varroa caduta è stato considerato sempre un aspetto importante per valutare la situazione dell'alveare e, più in generale dell'apiario. Come spesso accade in apicoltura il dato raccolto deve però essere preso solamente come elemento indicativo perché la presenza delle Varroe cadute è influenzato da molti fattori e non sempre è quindi corrispondente o proporzionale all'effettivo livello di infestazione della famiglia. Fra i fattori che rendono il dato poco probatorio è la possibilità che parte degli individui caduti vengano rimossi dalle formiche nella loro perenne caccia di sostanze alimentari. Questi insetti infatti sono assidui frequentatori dei cassettini per utilizzare (e spazzare) quanto caduto dall'alveare. Non tutti gli apicoltori però sono convinti che le formiche si interessano anche alla Varroa ("che lé tuc oss"). L'amico Mario Franceschini ha avuto la fortuna di constatare e fotografare due nidi di formiche che avevano trovato alloggio nella classica posizione fra tetto e coprifavo. Le formiche avevano raccolto la Varroa dal cassettino per trasportarla nel nido per un felice banchetto!!!

Autore: Mario Franceschini
Titolo: Nota di Cristina Palmieri

Descrizione: 2 ottobre 2017
Ho un apiario problematico: per la sua posizione è soggetto a reinfestazione. Questo fenomeno è spesso molto subdolo, e quanto sta ora avvenendo lo dimostra bene. A luglio ho effettuato il blocco di covata. Tale tecnica è stata attuata con grande attenzione anche ai minimi dettagli, ho utilizzato ad esempio telai trappola abbinati a favi a celle a prevalenza maschili. Il trattamento con Apibioxal (acido ossalico) è stato effettuato nei primi giorni di agosto e la caduta è risultata molto contenuta; anche i favi trappola erano poco infestati. Sapevo però che non potevo dormire tranquilla. A fine agosto ho effettuato un test con strisce di Apivar sul 10% degli alveari: in media, ogni 5 giorni, ho registrato una caduta di 10/15 parassiti adulti. Decido quindi di trattare tutti gli alveari con Apivar.
La caduta è andata aumentando nel mese di settembre e ora la situazione ha dei picchi, come quello che vedete in foto (150 varroe circa, in 5 giorni). Gli alveari, grazie alla presenza del presidio sanitario, sono protetti dalla Varroa ma se avessi trascurato la situazione, ora avrei un apiario fortemente infestato e probabilmente anche con altre problematiche sanitarie perché risulterebbe indebolito il sistema immunitario degli alveari.
Che cosa stia effettivamente succedendo non lo posso sapere con certezza, ma probabilmente l'effetto combinato di saccheggi (nelle vicinanze ci sono apiari spesso trascurati e forse sciami stabiliti che stanno collassando) e di deriva delle api operaie (anche provenienti da altri alveari) o degli ultimi fuchi, hanno portato l'infestazione da un livello nettamente sotto la media, a esser ben sopra la soglia di guardia. Per questo bisogna essere sempre attenti, perché non basta seguire i protocolli, ma bisogna anche saper vedere cosa accade in apiario e anticipare le mosse del nemico.

Autore: Cristina Palmieri
Titolo: Cadute di Varroe

Descrizione: 13-10-2017 - Cadute di Varroe in 4 giorni in un nucleo di 5 favi.
La riduzione o la chiusura delle covate piuttosto rapida ha portato ad una presenza massiccia di parassiti in fase foretica e quindi ha aumentato di molto le cadute che si riscontrano nei cassettini anti-varroa.
Un alto numero di Varroa in fase foretica provoca un alta presenza di parassiti nell'ambiente e quindi una forte re-infestazione.
In caso di riscontro di una significativa caduta è opportuno proteggere le famiglie con Apivar ma non anticipare il trattamento invernale

Autore: Giampaolo Palmieri
Titolo: Varroe

Descrizione: 9 ottobre 2018 - Nillo Donini ha "postato" questa foto nel forum dell'APAS per esortare tutti i colleghi apicoltori a non sottovalutare la re-infestazione. Solo quattro alveari si presentavano in queste condizioni mentre, fortunatamente, le altre sono apparse pulite.

Autore: Nillo Donini
Titolo: Varroa

Descrizione: Le api hanno abbandonato improvvisamente l'arnia. Sui favi sono rimaste alcune celle di covata matura. Ecco, una volta aperte come si presentano!!!

Autore: Dario Paganoni
 
nereal.com . 05|18