Homepage
  Chi siamo
  Il sogno
  Gli obiettivi
  Il miele
  I nostri servizi
  Associarsi
  I Corsi
  Novità
  La rivista
  La Cooperativa
  I Progetti
  Dicono di noi
  Appuntamenti
  Fotografie
  Dove siamo
  Contattaci
  Link
  Miele.so.it
  Storia
  Pubblicazioni
  Libri
  Bacheca
 
 
 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


16/01 Nota tecnica

Dal 6 al 11 gennaio le temperature sono aumentate in modo sensibile. Si sono avute anche giornate soleggiate che hanno permesso alle api non solo di allentare il glomere ma anche di effettuare molti voli di purificazione. Dopo le giornate gelide di dicembre questo progressivo alzarsi delle temperature sembrava un invito alla natura di risvegliarsi. Alcuni alveari sono stati così indotti a iniziare l'allevamento della covata, in alcuni di quelli monitorati abbiamo infatti notato un progressivo e costante innalzamento delle temperature interne e i consumi notevolmente aumentati. In questa fase è bene sostenere gli alveari perché i consumi possono essere importanti e mettere in forte difficoltà le famiglie. Il previsto peggioramento meteo potrà quindi essere particolarmente pericoloso per i nostri alveari
13/01 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di GENNAIO 2018

Rilevazioni di Marco Moretti

04 gennaio Kg 29,10 -0,20
10 gennaio Kg 29,10 -0,00
12 gennaio Kg 29,00 -0,10
13/01 Apicoltura Alpina

Nella sezione "La rivista" è scaricabile la versione elettronica di Apicoltura Alpina - gennaio 2018 la nostra pubblicazione, in formato cartaceo, è stata spedita ieri, via posta, a tutti i nostri soci.
12/01 Servizio di sterilizzazione con i Raggi Gamma

SI informa che anche quest'anno è stato attivato il Sevizio di sterilizzazione delle attrezzature apistiche e, per tanto, gli apicoltori interessati devono segnalare, ENTRO LA FINE DI GENNAIO, la loro eventuale adesione ai Tecnici dell'APAS comunicando l'entità del materiale che intendono sottoporre a sterilizzazione e prendere appuntamento per la sua consegna. L'attrezzatura apistica dovrà essere confezionata nel modo indicato dalla ditta che provvede alla sterilizzazione.
09/01 Novità introdotte dalla Legge di Bilancio

Nella nuova legge di bilancio approvata in questi giorni è stata introdotta una novità anche per il settore apistico che riguarda, in particolare, l'imposizione IRPEF che viene riportato di seguito:

Apicoltura nelle aree montane:
Al fine di promuovere l'apicoltura nelle aree montane, quale strumento d'integrazione al reddito e di tutela della biodiversità, si stabilisce che i proventi da essa derivanti (nel caso di apicoltori con meno di 20 alveari) non concorrano alla formazione della base imponibile ai fini dell'Irpef.

Questa agevolazione riguarda, perciò, tutti gli apicoltori con meno di 20 alveari ma con partita IVA, cioè coloro che effettivamente vendono il prodotto. Probabilmente non ci sono associati che svolgono esclusivamente l'attività apistica con partita IVA aperta avendo meno di 20 alveari. La situazione più probabile dovrebbe essere quella di un'azienda agricola che nel complesso delle attività gestisce anche qualche alveare e che quindi rientra nell'agevolazione.
Per ulteriori informazione Cristian Moretti
31/12 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di DICEMBRE 2017

Rilevazioni di Marco Moretti

01 dicembre Kg 30,00 -0,10
06 dicembre Kg 29,80 -0,20
10 dicembre Kg 29,70 -0,10
17 dicembre Kg 29,60 -0,10
24 dicembre Kg 29,50 -0,10
31 dicembre Kg 29,30 -0,20
29/12 ATTENZIONE!!!

Si ricorda a chi non l'ha ancora fatta che entro il 31 dicembre deve essere effettuata la denuncia di possesso di alveari. E' questo un adempimento OBBLIGATORIO e tale registrazione nella Banca Dati Apistica può avvenire tramite la propria associazione di riferimento o tramite i Servizi Veterinari delle ATS della Regione Lombardia.
Le sanzioni per l'omessa denuncia sono particolarmente onerose per cui si invitano gli apicoltori ad adempiere a questo obbligo di legge. L'APAS, fornisce il supporto e la registrazione in Banca Dati in modo gratuito ai propri soci: i nostri tecnici sono a disposizione sino alle ore 11:30 di sabato 30 dicembre.
28/12 Nota tecnica

Premetto che l'amico Giuseppe Mottalini ha più postazioni ed una, in particolare, è ben protetta dai venti, sita alle prime pendici del versante esposto a sud e fra muri e rocce affioranti che trattengono e restituiscono anche il minimo calore: complessivamente, quindi, beneficia di un microclima particolare. L'ondata di freddo registrata a dicembre ha comunque investito tutta la Valtellina e quindi ci saremmo aspettati che tutti gli alveari, anche quelli posti nelle zone migliori, aspettassero a riprendere l'allevamento della covata. Non è così. Giuseppe ha constatato la presenza di rose di covata OPERCOLATA (!!!!) di 10 cm di diametro. Anche lo scorso anno è successo che a dicembre diverse famiglie uscissero dal "blocco". Un fatto che abbiamo attribuito a temperature sensibilmente superiori alle medie del periodo. Nel successivo mese di gennaio una serie di giornate fredde aveva arrestato poi la deposizione delle regine che erano uscite dal "blocco". Se con la memoria si va ancora più indietro nel tempo, nell'inverno 2015 - 2016 (uno dei più miti che posso ricordare), in diversi casi non si sono mai registrati dei periodo con blocco di covata naturale: rose di covata sempre più consistenti già dai primi di dicembre. In sintesi, da queste poche osservazioni, sembra emergere che nelle aree meglio esposte della Valtellina, quelle a clima mediterraneo (coincidenti essenzialmente con le aree di coltivazione della vite), le famiglie che entrano in blocco di covata tra fine ottobre e novembre sono a volte indotte a riprendere la deposizione in dicembre e a mantenerla, se le condizioni climatiche lo permettono. E' un'osservazione da tener presente se si pensa di ritardare troppo l'effettuazione dei trattamenti antivarroa autunnali.
24/12 Nota tecnica

Qualche apicoltore segnala di non aver effettuato ancora il trattamento autunnale con l'Apibioxal e chiede come può intervenire.
In questi casi viene consigliato, in genere, di intervenire con "un sublimato", adottando naturalmente tutte le cautele del caso da parte dell'operatore. Da un punto di vista teorico è il metodo migliore perché si introduce un gas caldo nell'alveare e perché può essere ripetuto. In realtà l'efficacia non è sempre soddisfacente perché condizionata da alcuni fattori ambientali quali l'umidità e il freddo. Se è troppo secco, il sublimato tende a perdere di efficacia e se è troppo freddo il glomere è così compatto che il gas non penetra a sufficienza. Alcuni apicoltori fanno il "gocciolato di Natale" anche in ambienti alpini molto simili ai nostri, quantità ridotte non nella composizione ma solo nella quantità somministrata dato che in questo periodo le api presenti su un favo sono sicuramente meno che in autunno. Lo svantaggio del gocciolato è determinato da una certa perdita di calore del glomere e soprattutto dal fatto che le api esterne ricevono una quantità di prodotto tele da condannarle a morte mentre la traslocazione del principio attivo a quelle poste all'interno è più problematico. Alcuni studi pubblicati recentemente propendono per lo "spruzzato" anche in ambienti montani, perché per acidificare l'alveare si riduce in modo significativo la quantità di ossalico utilizzata e la sua distribuzione è uniformemente su tutte le api. Personalmente mi affiderei però allo "spruzzato" solo in presenza di giornate particolarmente miti e disponendo quindi di alcune ore con temperature superiori a 10°.
Chi comunque non vuole correre rischi, oltre al trattamento tardivo contro la Varroa con Apibioxal, può inserire una striscia di APIVAR (due in quelle eccezionalmente forti) ponendola fra i favi centrali e abbastanza vicina all'uscita.
20/12 Vespa velutina - anche la politica si muove

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, l'11 dicembre scorso, il decreto legislativo volto a "prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive" ai sensi del Regolamento Europeo n° 1143/2014.
La Vespa velutina è tra le specie considerate in grado di generare impatti rilevanti a livello europeo e come tale inserita nelle disposizioni indicate nel Regolamento (UE) 2016/1141 della Commissione del 13 luglio 2016 e nel Regolamento (UE) 2017/1263 della Commissione del 12/07/2017, tra queste anche la Vespa velutina.
Nella sezione I Progetti e quindi "informazione" è riportato il testo della Relazione per la Camera e per il Senato relativamente al problema delle specie aliene, esotiche ed invasive.
19/12 Una lettura interessante

Per chi vuole approfondire la conoscenza scientifica dell'ape consiglio "L'intelligenza delle api" di Randolf Menzel e Matthias Eckoldt - Raffaello Cortina Editore - Euro 29,00
Un divulgatore scientifico ed uno scienziato forniscono un quadro esaustivo ed articolato di tutte le recenti acquisizioni e scoperte fatte sulla fisiologia e neurologia delle api e quindi sulla loro vita ed interazioni sociali.
06/12 CHIUSURA UFFICI

Si avvisa che venerdì 8 e sabato 9 dicembre gli uffici dell'APAS e della Cooperativa rimarranno chiusi. Buon ponte a tutti!
03/12 Nota tecnica

Alle ore 8:40 di oggi la temperatura registrata nella stazione meteorologica "Meteo Piateda" è stata di -5,3. Sono temperature che ci riportano alla "normalità" dell'inverno in Valtellina. Sono temperature che le api, in famiglie sufficientemente consistenti e disponendosi in glomere, sopportano tranquillamente. Gli apicoltori devono avere però alcuni accorgimenti nel preparare gli alveari nell'affrontare le temperature rigide. La formazione a glomere permette alle api che il calore prodotto nel suo "cuore caldo" abbia una dispersione minima, permette inoltre che le api dello strato più esterno, a turno, ne possano beneficiare. Un po' di dispersione però è inevitabile e gli apicoltori avranno notato come, dopo pochi giorni da una nevicata, nella parte centrale dei tettucci la neve risulta sciolta e ne rimanga solo un po' disposta a corona esterna. E' questa una sorta di impronta termica che indica dove si trova il sottostante glomere. Se questo è un segnale felice perché ci annuncia, in pieno inverno, che nelle arnie abbiamo famiglie vive e forti, deve, nel contempo, costituire un elemento di sprono per migliorare la coibentazione ed impedire questa dispersione di calore: fattore che implica un maggior lavoro per le api e un maggior consumo delle scorte.
I punti deboli
La dispersione del calore avviene essenzialmente dal coprifavo ed in parte minore ai lati tramite il diaframma. Ininfluente il fondo e il lato sud e nord.
Il coprifavo
E' la vera chiave di volta della protezione dal freddo delle api. C'è chi usa la segature che è un ottimo coibente, è naturale, permette di ricavare in modo semplice il vano per il candito. Alcuni vecchi apicoltori usavano giornali ripiegati da alloggiare nei coprifavi: hanno anche loro buon potere coibente ma sono più suscettibili di assorbire e trattenere umidità. Negli ultimi vent'anni si sono moltiplicati i prodotti per la coibentazioni delle case ed è in questo ambito che in genere gli apicoltori trovano fonte di ispirazione: poliuretani espansi, polistirene estruso, tappeti isolanti per pavimenti, fogli di lana di vetro ecc. C'è insomma da sbizzarrirsi per la scelta del materiale rimane però il nodo della nutrizione da effettuare nel coprifavo. Alcuni preferiscono porre il candito a contatto dei favi e girare il coprifavo. Il candito rimane così più caldo, l'accesso del glomere alla fonte alimentare è più diretto e l'impasto si giova dell'umidità naturale del nido per rimanere morbido. Il limite di questo metodo è che rimane un po' più complessa la coibentazione del nido (le api non accettano tutti i materiali e questi devono, inoltre, essere flessibili per avvolgere il pacco di candito e coprire i favi senza lasciare spazi vuoti) e soprattutto il controllo del consumo diventa complicato e comunque obbliga all'apertura della famiglia. Più semplice quindi alimentare da sopra il coprifavo ma è bene rimuovere o sostituire il sacco o la scatola del candito appena è stata svuotata: non ci devono essere correnti determinate "dall'effetto camino" ovvero il richiamare area fredda dal basso perché questa investirebbe inevitabilmente ed in modo pericoloso il glomere.
Ai lati
Se la famiglia è stata ristretta a pochi favi in genere viene posta nella posizione centrale fra due diaframmi. Una volta si usavano quelli di legno. Gli apicoltori anziani più pignoli ponevano negli spazi vuoti carta di giornale appallottolata ma era spesso un rimedio che creava più danni che altro perché assorbiva e tratteneva umidità. Ora gli apicoltori usano in genere lastre di polistirolo espanso o analoghi prodotti studiati per l'edilizia e venduti in lastre rigide. Sul lato nord la protezione della parete in legno è sufficiente anche perché il glomere raramente vi si posiziona nei pressi. Nel lato sud, ovvero quello della porticina d'ingresso, è opportuno che non si coibenti perché le api devono sentire con rapidità il calore del sole per poter scegliere con prontezza il momento in cui effettuare i voli di purificazione (defecazione invernale).
Sotto
La presenza o meno del cassettino è relativamente ininfluente sulla temperatura interna dell'arnia, al più limita gli effetti di folate di vento e riduce la risalita di umidità dal terreno. In realtà le arnie a fondo a rete hanno migliorato la situazione degli alveari perché ora è molto meno problematica e consistente la presenza di umidità da condensazione.

ed infine si ricorda la massima dei nostri nonni
"Le api vogliono la testa calda e i piedi freddi"
:-))
01/12 Classifica dei premiati nel 5° Concorso Grandi Mieli Lombardia

Nella sezione "I Progetti" e quindi "Informazione" è disponibile l'elenco dei premiati nel concorso Grandi Mieli della Lombardia" manifestazione giunta quest'anno alla sua 5^ edizione.
27/11 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di NOVEMBRE 2017

Rilevazioni di Marco Moretti

07 novembre Kg 30,70 -0,10
11 novembre Kg 30,60 -0,10
16 novembre Kg 30,50 -0,10
21 novembre Kg 30,40 -0,10
26 novembre Kg 30,10 -0,30
22/11 Roberto Cerri e il miele bio

Renato Ciaponi è molto conosciuto in Valtellina perché ha sempre seguito con passione il mondo agroalimentare locale. Da diversi anni pubblica nel suo blog appunti ed osservazioni acute ed interessanti sui prodotti tipici e sulle persone che con il loro impegno li rendono pregiati.
L'ultimo articolo è dedicato al Miele biologico attraverso ad una intervista a Roberto Cerri, nostro socio e collega di Talamona.
L'articolo al seguente indirizzo:
http://www.ilgustodelgusto.it/l/roberto-apicoltore-biologico/
 
nereal.com . 05|18