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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


16/11 Nota tecnica

In questi ultimo periodo, nonostante il prolungarsi di giornate di pioggia intervallate da altre con una forte copertura nuvolosa abbiamo avuto temperature più elevate della media. Le piogge erano state infatti accompagnate da masse di aria calda proveniente dal sud. La sabbia rossastra del deserto ha lasciato il suo segno sino a che altre piogge, frutto di perturbazioni più atlantiche non l'ha dilavata. Piogge forti, che hanno dilavato anche il polline maturo di diverse conifere. Piogge così forti che hanno strappato anche le pigne stesse, Tempesta così forte che in alcuni luoghi ha strappato ed abbattuto le piante intere. Eppure con enorme meraviglia al ritorno del sole ci siamo accorti che dove vento e pioggia non ha infierito la vegetazione ha risposto anche in modo bizzarro a queste temperature anomali. Purtroppo anche gli alveari hanno disatteso le nostre aspettative e il blocco di covata invernale non si è ancora verificato. Anzi, purtroppo, alcuni alveari già in blocco hanno ripreso ad allevare covata. Anche le bilance segnano un incremento dei consumi non molto congruente con famiglie in blocco di covata. Per questo weekend è previsto un sensibile abbassamento termico e situazioni meteo di tipo invernali nei primi giorni della prossima settimana. Un mutamento climatico che si spera induca le regine a interrompere le deposizioni.
Chi effettua il trattamento in questi giorni può scegliere fra più alternative in funzione della specifica situazione dei suoi alveari (sia come quantità ed estensione della covata eventualmente presente che consistenza della popolazione delle famiglie):
- disopercolare le piccole rose di covata che trova nel nido ed effettuare il trattamento con Apibioxal;
- effettuare un "gocciolato" (che in inverno ha una attività ed efficacia abbastanza prolungata) ed eventualmente tornare a re-inserire le strisce;
- effettuare il trattamento con Apibioxal sublimato ora e ripeterlo nei primi giorni di gennaio.
Per chi ha re-inserito alla metà di ottobre le strisce per proteggere gli alveari dalla re-infestazione dovrebbe essere sufficiente un trattamento "gocciolato" se non ci sono covate opercolate ma solo deposizione fresca.
12/11 Finanziamenti per l'apicoltura

Pubblicato sul BURL n. 45 del 8.11.2018 il DGR 8.11.2018 n 732 relativo al Piano annuale di attuazione delle misure a favore del settore apistico 2018 - 2019 ed oggi sul BURL n. 46 il Decreto del dirigente della struttura 7 novembre 2018 n. 16062: OCM miele - Campagna 2018/2019 - apertura dei termini per la presentazione delle domande e approvazione del manuale delle procedure, dei controlli e delle sanzioni - Reg. (UE) 1308/2013.
Questi atti sono visibili e scaricabili nella nostra sezione "I Progetti" e quindi "Normativa: Applicazione del Reg CE aiuti al Settore Apistico"
09/11 Nota Tecnica

Settimana prossima è prevista una tregua dal mal tempo con qualche schiarita di sole; momento quindi favorevole per effettuare il trattamento pre-invernale contro la varroa con Api-bioxal gocciolato.
E' opportuno, prima di effettuare l'intervento, se possibile, contattare gli apicoltori vicini per concordare le date ed avere una certa contemporaneità d'azione.
É inoltre fondamentale verificare che le famiglie siano in blocco di covata, in caso contrario è necessario aspettare ancora qualche giorno. Si consiglia di effettuare il trattamento in tarda mattinata, con temperature superiori ai 10 gradi, in una giornata soleggiata. Si può approfittare anche per preparare al meglio le api per l''inverno in caso non lo si abbia ancora fatto: stringere le famiglie solo sui favi coperti dalle api ed eliminare tutti gli altri telaini, controllare le scorte e coibentare l'arnia.
In caso di bisogno di chiarimenti contattate l'ufficio.. evitate le improvvisazioni!!
08/11 Indovina chi viene a cena

Una puntata della trasmissione è stata dedicata al miele e alle problematiche del settore apistico. Nella sezione "Link" e quindi "Filmati" è possibile vedere o rivedere il servizio giornalistico
06/11 Quote

Con sommo rammarico vi ricordiamo l'aumento della quota associativa per il 2019. Una scelta resasi necessaria a causa dell'incremento dei costi e della mole di lavoro. La delibera è stata approvata dall'assemblea dei soci in data 21 aprile 2018 e ratificata nel successivo c.d.a. del 25 maggio che ne ha stabilito l'entità in 10 euro. L'importo sarà quindi di € 45,00. Speriamo che il gradimento per i servizi offerti renda il tutto più digeribile :-))
05/11 Denuncia (obbligatoria) anagrafica degli alveari

Buongiorno, è ufficialmente iniziato il periodo della denuncia anagrafica degli alveari. A partire da oggi e nel corso dei prossimi due mesi verrete da noi contattati per adempiere a tale dovere. Chiunque volesse presentarsi spontaneamente ci trova in ufficio nei giorni martedì, giovedì e venerdì dalle 14:00 alle 18:00, mercoledì dalle 13:00 alle 20:00 e sabato mattina dalle 9:00 alle 12:00. Il termine ultimo per presentare la dichiarazione è il 31 dicembre. Si ricorda che per gli inadempienti sono previste sanzioni dai 1000 ai 4000 euro. Vi aspettiamo, grazie.
02/11 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di NOVEMBRE 2018

Rilevazioni di Marco Moretti

01 novembre Kg 33,50 -0,00
12 novembre Kg 33,50 -0,00
27/10 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di OTTOBRE 2018

Rilevazioni di Marco Moretti

01 ottobre Kg 34,20 -0,10
07 ottobre Kg 33,90 -0,30
09 ottobre Kg 34,70 +0,80 candito proteico
16 ottobre Kg 34,00 -0,70
21 ottobre Kg 33,80 -0,20
26 ottobre Kg 33,50 -0,30
24/10 L'Orso in Valtellina: considerazione a margine dell'incontro di venerdì

Nel 2018 il problema orso è stato rilevante: sono stati colpiti 8 apiari di 7 apicoltori differenti, distrutti, o gravemente danneggiati, una cinquantina di alveari e sono stati richiesti Euro 18.270,00 di indennizzi. Il giovane orso che dal 20 luglio vaga per la Valtellina sembra si sia appassionato al nostro miele e nei mesi di agosto e settembre ha fatto parlare di se per le degustazioni che si è concesso!!
L'incontro di venerdì 19 ottobre a Faedo Valtellino sulla problematica dell'orso è stato molto interessante e ha permesso di fare il punto della situazione con i Tecnici della Provincia e del Progetto Life rispettivamente Maria Ferloni e Mauro Belardi.
Stato dell'arte

L'APAS, per il tramite del Presidente Silvia De Palo, ha seguito costantemente gli associati colpiti attivando le procedure per un rapido accertamento dei danni da parte delle autorità competenti e poter così assicurare i rimborsi agli associati colpiti. Gli allertamenti inviati ai tecnici della Provincia hanno trovato sempre una tempestiva risposta. Con la dott.ssa Ferloni sono state inoltre espletate celermente anche le richieste di rimborso dei danni lamentati. Avviata infine una collaborazione per omogeneizzare e rendere più congrue fra loro le richieste dei danni.
Uno sguardo agli anni passati
Per valutare appieno la problematica dell'orso e la sua incidenza nel contesto locale è opportuno considerare i danni lamentati al patrimonio apistico provinciale nell'ambito di un arco temporale più vasto:
Anno 2013 0 apiari
Anno 2014 2 apiari (per un totale di 5 alveari però un apiario non era denunciato e quindi non indennizzato. Liquidato Euro 340,00)
Anno 2015 1 apiario (danneggiati o distrutti 5 alveari, liquidati Euro 1.360,00)
Anno 2016 1 apiario (danneggiati o distrutti 3 alveari, non denunciato e quindi non indennizzato);
Anno 2017 0 apiari
Anno 2018 8 apiari (danneggiati o distrutti 56 alveari, richiesto indennizzo di Euro 18.270,00);
Si evince quindi che quest'anno si è presentata una situazione piuttosto anomala rispetto agli anni precedenti, ma purtroppo è probabile che questo giovane orso rimanga in area valtellinese anche nel prossimo anno e cioè fino a ché la maturità sessuale non lo spinga a ritornare in Trentino dove sono presenti le femmine.
Alcune riflessioni
Propongo alcune riflessioni personali:
L'apicoltura è continuamente messa alla prova dall'arrivo di animali o di patogeni alieni: Varroa, Nosema cerana e, in questi ultimi anni, dall'Aethina tumida, Vespa velutina e Vespa orientalis, giunte in Italia, ma fortunatamente non ancora in Valtellina. Sono realtà che provocano perdite del patrimonio, o danni e costi di produzione aggiuntivi. Il ripopolamento dell'Orso è stata un operazione deliberata e cosciente i cui costi non devono essere scaricati a mio avviso su chi vive ed opera in montagna; territorio dove le rese sono contenute e gli oneri di produzione sono sensibilmente molto alti.
La prevenzione con recinti elettrificati ha costi eccessivi sia di acquisizione sia soprattutto di gestione e manutenzione. Quest'ultima richiede un impegno tale che anche nell'operoso Trentino, da un indagine effettuata, solo circa il 50% dei recinti è stato mantenuto in efficienza. L'uso di questi deve essere quindi previsto come opportuno e necessario solo dove l'orso ha già attaccato e si presume possa tornare a colpire.
E' da auspicare che si realizzi e concretizzi la collaborazione avviata per codificare le modalità di valutazione dei danni. Tale stima deve essere in funzione dei vari parametri (nucleo o famiglia, inizio del periodo produttivo, famiglia con melari, famiglia in invernamento ecc.), bisogna cioè realizzare, un riferimento, un "preziario" pubblico e trasparente. Chi sta operando con ceppi genetici di alta qualità o è in produzione di cera bio o, in sintesi, chi reputa i propri alveari di valore maggiore a quelli fissati per il rimborso può optare per l'acquisto agevolato di una recinzione elettrificata.
Reputo invece poco corretto che si preveda per il futuro di riservare i sostegni economici solo per la prevenzione perché obbligare gli apicoltori di dotarsi di reti elettrificate avrebbe costi elevati (anche per gli impegni manutentivi) sproporzionati all'entità dei danni.
Il sostegno economico per l'acquisto delle reti elettrificate dovrebbe comunque essere previsto nelle misure del PSR - Programma di Sviluppo Rurale e non nell'OCM - Miele perché in questo caso è un elargire finanziamenti utilizzando già risorse destinate al settore.
Giampaolo Palmieri
23/10 Nota tecnica

Nosema
Si ricorda, a chi non l'ha ancora fatto, che in autunno è opportuno effettuare un ciclo di trattamenti contro il Nosema. L'Apiherb, o prodotti erboristici analoghi, aiutano a disinfettare l'intestino ed il retto delle api e quindi a far sì che gli insetti entrino nel periodo invernale in condizioni ottimali. Nella sezione "I Progetti" e quindi "Temi" potete trovare l'articolo "Integratore alimentare per contrastare il Nosema" che fornisce indicazioni su come si può produrre da se un medicamento alternativo ovvero all'indirizzo:
http://www.apicoltori.so.it/files/progetti/728b9caa9f7d0c465bdda6ddb4e2db4a.pdf
Mi permetto di rammentarvi di essere particolarmente attenti nel fornire gli sciroppi con i nutritori del tipo "Baravalle" o a tasca. Questi nutritori devono essere lavati frequentemente e possibilmente passati con un po' di candeggina, almeno ogni tre settimane, per evitare che funghi e spore fungine vi possano proliferare e finire poi nell'intestino delle api. Sotto questo aspetto sono da preferire i nutritori a depressione o le sacche.
Varroa
Gli alveari posti a media montagna sono ormai in blocco di covata e si può quindi effettuare il trattamento invernale contro la Varroa. E' opportuno, prima di effettuare l'intervento sentire gli apicoltori vicini per concordare le date o comunque avere una certa contemporaneità. Gli abbassamenti termici previsti per la prossima settimana dovrebbero ridurre l'attività delle api e quindi anche i fenomeni di deriva e, conseguentemente, di re-infestazione ma comunque l'assicurarsi che i propri vicini effettuano il trattamento invernale è sicuramente una buona cosa. Negli apiari posti nel fondovalle troviamo situazioni disomogenee con famiglie già in blocco, altre dove la regina ha sospeso la deposizione e sono presenti solo celle con covata matura ed infine, famiglie con regine ancora attive. Una situazione che deriva da una forte variabilità genetica legata alla presenza contemporanea di ligustica, di carnica e di vari ibridi. Tutto ciò rende un po' più complesso la scelta del periodo ottimale del trattamento perché bisogna aspettare che tutte siano in blocco e rendendo la "finestra" utile molto più ridotta, soprattutto se si considera che per due anni di seguito a dicembre abbiamo già ritrovato covata fresca negli alveari.
Quando si nota un prolungarsi della covata in modo anomalo, in piccole roselline, è invece, con tutta probabilità, il segno di una forte presenza di Varroa.
22/10 Aggiornamento rassegna stampa

Nella sezione "Dicono di noi" è disponibile un articolo di Daniela Lucchini, pubblicato sulla Provincia Settimanale, relativo all'intitolazione del CENTRO DI DIDATTICA APISTICA ED AMBIENTALE a Ernesto Agnelli
18/10 Aggiornamento rassegna stampa

Nella sezione "Dicono di noi" sono disponibili due articoli relativi all'intitolazione del CENTRO DI DIDATTICA APISTICA ED AMBIENTALE a Ernesto Agnelli
13/10 Nota tecnica

Le previsione meteorologiche indicano per la prossima settimana una certa stabilità delle temperature minime che oscilleranno fra i 9 e i 10 gradi. Sono condizioni che permettono ancora di utilizzare gli sciroppi. Questi servono per integrare le scorte perché le api, contrariamente al condito, riescono ad elaborarlo, trasformarlo e stoccarlo come riserva per l'inverno. In questa fase di riduzione della deposizione delle regine, quanto importato e rielaborato viene in parte posto nelle celle che hanno contenuto la covata anziché andare totalmente ad allargare ed ispessire la corona di miele che sovrasta tale zona. Sembra quasi che le api vogliano aggiungere un ulteriore impedimento affinché la regina deponga sempre meno uova. Lo sciroppo dato ora viene quindi sistemato nel centro della zona dove si posizionerà il glomere. Rimarrà così al caldo e pienamente disponibile per l'alimentazione anche nelle giornate più fredde. E' quindi questo il momento migliore per dare o intensificare l'alimentazione liquida avendo l'avvertenza di utilizzare rapporti relativamente densi (ovvero da 1 a 1 in su) per non aggravare le api in un lungo lavoro di concentrazione degli zuccheri.
09/10 Una nota di Besomi

Si riporta uno stralcio di una comunicazione di Daniele Besomi in merito alla Nota tecnicapubblicata ieri. Le sue osservazioni sono particolarmente interessanti perché riferite alla zona di Lugano, un territorio che ha molte analogie con ampie zone della nostra provincia.

[...] domenica ho controllato i termometri di tutte le famiglie. Su 31 casse monitorate, solo 5 avevano ancora covata fresca; la domenica precedente erano 16.
Confermo anche che si vede apparire qualche varroa sulle api, e al mattino si trova sui predellini quale esemplare con ali deformate.
Io ho la fortuna di essere relativamente isolato, per cui effettuo i trattamenti non appena si fermano (e non aspetto neanche che siano ferme tutte: fra una settimana tratto quelle ferme già da un po'); di solito me la cavo con una passata sola (ma ripeto dopo un mesetto quando le cadute sono superiori a 2-300). La logica è che le varroe lasciate vive continuano a parassitare api, e soprattutto che se la covata riprende poi non posso più trattare. Sinora non ho mai perso una famiglia (l'isolamento certo aiuta!).
Comunque se effettivamente tutti trattassero subito alla cessazione di covata, il problema della reinfestazione non si porrebbe quasi più (occasionali sciami sfuggiti a parte)
Un caro saluto,
Daniele
08/10 Nota tecnica

In molti alveari la deposizione delle regine si è arrestata: un'osservazione che conferma quanto riportato nell'articolo di Daniele Besomi e segnalato il 5 ottobre. Nella gran parte degli alveari che ho avuto modo di visitare in questi giorni ho trova solo covata matura che sta sfarfallando e regine con addomi piccoli, proprio ad indicare che sono entrate in riposo. Solo in pochissimi alveari ho trovato covata fresca. Tale osservazione è stata confermata anche da altri tecnici.
E' questa la fase più delicata per la lotta alla Varroa. A mano a mano che la covata sfarfalla aumenta notevolmente il numero di acari sulle api e quindi quella che grava sull'ambiente. E', per loro, il momento della "diaspora"!! In termini naturalistici è il momento principale scelto dalla specie per diffondersi. Per noi, in termini pratici, è il momento delicato della re-infestazione delle famiglie; queste infatti non sono così impermeabili all'ingresso di api provenienti da altri alveari come qualcuno ama credere. I fenomeni della "deriva" sono in realtà molto frequenti; la rapida e capillare diffusione di questo parassita lo attesta soprattutto se si pensa che nessun luogo è stato lasciato indenne o è stato dimenticato da questo acaro.
In questi 15 giorni assisteremo ad una crescita sempre maggiore di questa popolazione di parassiti e negli alveari con le maggiori presenze si noteranno individui sulle api, qualche cella di covata con pupe morte, e qualche ape con le ali deformi. Come proposto nei convegni di luglio organizzati dalla nostra Associazione in questo mese è consigliabile inserire le strisce di APIVAR se si ha fatto il blocco di covata, oppure tornare ad inserirle se si è già operato con esse nel trattamento estivo. Le strisce non hanno un forte potere abbattente immediato ma sono efficaci su un congruo arco temporale. Potrebbe essere interessante, per l'apicoltore, capire quali sono gli alveari del proprio apiario maggiormente carichi di parassiti, un dato che può essere rilevato verificando le cadute naturali nel cassettino antivarroa oppure facendo il test dello zucchero a velo sull'intera famiglia, metodo che ha anche una certa azione di contrasto al parassita (più o meno blanda in funzione a diversi fattori). Personalmente eviterei di utilizzare in questo momento l'APIBIOXAL poiché il tempo per il trattamento autunnale si sta ormai approssimando ed irrorare le api due volte con acido ossalico a poca distanza di tempo mi sembra eccessivo. Si deve inoltre considerare che siamo alle soglie dell'inverno e le api presenti sono quelle che devono giungere in primavera e quindi non è opportuno "invecchiarle" già precocemente con un eccessivo uso di questo acido. La valutazione di un intervento di "alleggerimento" rimane comunque dell'apicoltore che deve operare in funzione del grado di infestazione che riscontra nei suoi alveari.
05/10 Nuovo articolo di Daniele Besomi

Abbiamo l'occasione di pubblicare un nuovo articolo di Daniele Besomi che ringraziamo vivamente. Anche questa nuova nota è stata pubblicata sulla rivista svizzera di apicoltura "L'APE" e riporta informazioni raccolte nelle letteratura scientifica compendiata e messa a confronto da quanto personalmente osservato e quanto attentamente raccolto nell'ambito dell'apicoltura dell'area di Lugano.
Questo nuovo articolo di Daniele Besomi lo potete trovare nella sezione "I Progetti" e quindi "Temi".
04/10 Nota tecnica: Condizione degli alveari

In molte zone del territorio, ed in particolare nel fondovalle si è verificata una scarsità di risorse nettarifere in agosto e in parte di settembre. Il ritorno dalle postazione in quota degli alveari nomadi ha inoltre accresciuto la densità degli apiari in questi territori e, di fatto, reso ancor più problematica la situazione. Soprattutto chi ha realizzato nuclei ha dovuto ricorrere a nutrizioni di sostegno e ad interventi per integrare le scorte operando in particolare con sciroppi. Chi invece ha avvertito soprattutto la necessità di sostenere ed incentivare le covate, ha preferito operare con il candito proteico perché, effettivamente, le carenze di polline sono quelle più "devastanti" per l'alveare. Grazie alle buone condizioni meteorologiche del mese di settembre abbiamo comunque registrato, già dalla seconda decade, che anche nelle zone più svantaggiate si verificava un sostanziale equilibrio fra importazione e consumo e che quindi le variazioni di peso tendevano ad annullarsi nel tempo.
Le famiglie comunque complessivamente risultano belle, popolose e con covate più che discrete. Quest'ultima si presenta molto compatta nei favi dell'anno ma molto meno su quelli vecchi e questo senza un motivo apparente.
La scarsità delle fonti alimentari ovviamente rende molto facile l'innesco dei saccheggi, che a volte possono essere anche molto violenti. Problematica che ci invita ad operare con grande cautela ed attenzione. Settembre ed ottobre però sono comunque mesi dedicati all'invernamento e quindi non possiamo esimerci dalle visite agli alveari e attuare tutti quegli interventi necessari per preparare le famiglie ad affrontare l'inverno.
02/10 Articolo di Daniele Besomi

E' stato recentemente pubblicata sulla rivista svizzera di apicoltura "L'APE" un interessante articolo di Daniele Besomi su gli effetti della scarsità di polline.
Daniele Besomi ha effettuato già interessanti ricerche in proposito e i suoi lavori sono stati citati nell'ambito del convegno svolto questa primavera sui "Pascoli delle API". Vi invito a leggere il suo articolo che potete trovare nella sezione "I Progetti" e quindi "Temi".
29/09 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di SETTEMBRE 2018

Rilevazioni di Marco Moretti

03 settembre Kg 32,40 -0,30
07 settembre Kg 32,20 -0,20
10 settembre Kg 32,20 -0,00
14 settembre Kg 32,40 +0,20
19 settembre Kg 33,80 +1,40
24 settembre Kg 34,70 +0,90 candito proteico
28 settembre Kg 34,30 -0,40
 
nereal.com . 05|18