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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


07/05 Nota tecnica

Anche dove ci sono diverse piante fiorite di Robinia non c'è segno di raccolta. Relativamente alle altri fonti osserviamo che tiene abbastanza la raccolta di polline ma quella di nettare sembra assolutamente insufficiente per il fabbisogno delle famiglie. C'è una generale contrazione della deposizione di nuova covata, in molte famiglie non si notano più uova ma solo larve e pupe. Consigliamo di intervenire con sciroppo negli alveari completamente prive di scorte e con candito in quelli che ne hanno ancora un po'. Non addizionate miele e comunque adottate tutte le precauzioni per evitare che si possano innescare saccheggi
06/05 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di MAGGIO 2021

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

01 maggio Kg 29,60 -0,00
02 maggio Kg 29,30 -0,30
03 maggio Kg 36,40 +7,10 melario
04 maggio Kg 36,20 -0,20
05 maggio Kg 36,20 -0,00
06 maggio Kg 36,00 -0,20
05/05 Nota tecnica

Fioritura della Robinia
Un giro di ricognizione per verificare lo stato delle fioriture della Robinia mi ha restituito una situazione assolutamente particolare. Sembra si stia preparando una scalarità di fioritura veramente eccezionale. Le piante di Robinia lungo la ferrovia da Sondrio a Berbenno sembrano ancora in pieno inverno, quasi secche. Sulle pendici sbuffi bianchi di piante totalmente coperte di fiori ma sono eccezioni. I boschi di Robinia di tutto il versante retico hanno molte sfumature di verde che indicano l'approssimarsi della fioritura in fasi diverse. Può essere che giornate calde di sole acceleri la fase fenologica ma per ora sembra molto differenziata la situazione. Il "Culmine di Dazio" ("Culmen") presenta una concentrazione di piante già in piena fioritura che non si riscontra su tutto il percorso Sondrio - Sorico. Notato anche una pianta di Ailanto fiorita ma potrebbe essere un'eccezione.
Attenzione alle scorte
Ribadiamo l'allerta di ieri anche sulla scorta delle segnalazioni ricevute da altri apicoltori. La stasi che spesso si nota prima di una grande raccolta sta portando rapidamente alla fame le famiglie. La penuria di fonti alimentari attive per le api è stata aggravata dalle gelate di aprile. Molte fioriture attive non stanno dando nettare. Marco Bianchi, ad esempio, segnalava che l'agrifoglio in genere molto bottinato nella sua zona è ora privo di api. Le covate hanno necessità di alimentazione e di usufruire di cure e soprattutto di essere riscaldate e quindi il consumo delle famiglie è molto alto. Se ora le famiglie non sono sostenute si rischia una forte riduzione delle covate e conseguentemente la perdita di una eventuale produzione primaverile e della raccolta sulla Robinia, qualora le condizioni ci fossero favorevoli.
04/05 Nota tecnica

Fioritura della Robinia
Le recenti piogge hanno portato alla fioritura la Robinia nella zona di dintorni di Sondrio. Una fioritura in tono dimesso perché molte piante non sono sfuggite alla gelata di aprile. Una gelata che ha danneggiato i germogli fiorali mentre in alcuni casi sta provocando ritardi di maturazione della fase fenologica. Raramente capita di vedere una situazione così variegata con gruppi di piante fiorite in selve di piante che ne sono prive. Difficile cogliere motivazioni e costanti. Forse l'unica abbastanza soddisfacente è la prossimità di corsi d'acqua che hanno creato microclimi dove il gelo era un po' più attenuato. Poche le piante con profumo quindi non c'è ancora stata la "montata" del nettare e anche l'attività alle porticine, ieri 3 maggio indicava che la bottinatura qui non è ancora iniziata. Per quanto possa risultare ridotta la fioritura per numero di piante non è comunque detto che la raccolta sia persa se il tempo risulta favorevole e le temperature notturne relativamente elevate. Le previsione Meteo forniscono un quadro di variabilità ma con leggere piogge alternate a momenti di sole.
Attenzione alle scorte
Dal 12 aprile le famiglie stanno sostanzialmente perdendo peso e rimangono a malapena in equilibrio. E' assolutamente necessario quindi tenere sotto controllo le scorte delle famiglie perché non vadano in fame. Dove il Tarassaco è ancora attivo non dovrebbe succedere ma in molte zone le fonti alimentari si sono ridotte o fortemente danneggiate per le gelate tardive. Consigliamo una nutrizione di sostegno ai nuclei. Più cautela invece per le famiglie perché una nutrizione con sciroppo in prossimità di una possibile raccolta sulla Robinia: potrebbe inquinare la produzione. E' quindi da agire con cautela calibrando bene la situazione famiglia per famiglia ed eventualmente utilizzare solo candito e non sciroppo. Nutrizione da togliere come le api iniziano a raccogliere (per correttezza e prudenza perché il candito in genere non viene consumato se c'è una raccolta alternativa)
04/05 Avviso

‼️7° CENSIMENTO GENERALE AGRICOLTURA‼️: a molti soci è arrivata la lettera con la richiesta di partecipare al censimento dell'agricoltura. Questo censimento è obbligatorio, ma ha sollevato quesiti e difficoltà nella compilazione a diverse persone. Per facilitare questo compito, si è resa disponibile la Signora Francesca di coldiretti, che GRATUITAMENTE aiuterà gli apicoltori a compilare telefonicamente il questionario. Dovrete quindi telefonare a questo numero 3317570119, identificarvi e chiedere di compilare il questionario. Avrete bisogno del numero dei vostri alveari e ,se possedete terreni, la loro dimensione. La Signora Francesca si è resa disponibile per gli associati residenti NELLA PROVINCIA DI SONDRIO. A tutti gli altri consigliamo di chiamare il numero verde gratuito 800961985 dove un operatore vi aiuterà nell'impresa. Buona compilazione a tutti!
02/05 Apicoltura, scatta l'allarme Vespa velutina

Sul giornale "Il Giorno" intervista di Roberto Canali al nostro Presidente, dott.ssa Silvia De Palo, sull'allarme Vespa velutina Copia dell'articolo può essere letto nella sezione "Dicono di Noi" o al seguente link
(da copiare ed incollare nella casella di indirizzo del vostro browser)
https://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/vespa-velutina-api-1.6310143
01/05 Nota tecnica

Si affievoliscono sempre più le speranze legate alla fioritura dell'acacia. Anche l'amica Roberta da Monza segnala solo un paio di piante fiorite e non sembra ci siano segni di un ricaccio di getti fiorali o di un semplice ritardo da parte delle altre piante. Maggiore ottimismo per le piante di postazioni di fascia collinare o montana, quelle cioè che al momento delle gelate dei primi di aprile erano ancora ferme. Dopo questi giorni di pioggia che dovrebbero aver dato maggior vigore al terreno dovremmo avere un quadro più chiaro
30/04 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di APRILE 2021

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

01 aprile Kg 28,00 +0,70
02 aprile Kg 29,00 +1,00
04 aprile Kg 29,30 +0,30
06 aprile Kg 29,30 +0,00
08 aprile Kg 29,70 +0,40 +1 foglio cera
09 aprile Kg 30,50 +0,80 candito
12 aprile Kg 29,80 -0,70
13 aprile Kg 29,90 +0,10
14 aprile Kg 29,80 -0,10
15 aprile Kg 29,80 -0,00
18 aprile Kg 30,10 +0,30
19 aprile Kg 30,10 +0,00
20 aprile Kg 30,00 -0,10
21 aprile Kg 30,30 +0,30
22 aprile Kg 30,10 -0,20
23 aprile Kg 30,10 -0,00
24 aprile Kg 30,10 -0,00
25 aprile Kg 30,10 -0,00
26 aprile Kg 30,00 -0,10
27 aprile Kg 29,80 -0,20
28 aprile Kg 29,80 -0,00
29 aprile Kg 29,80 -0,00
30 aprile Kg 29,60 -0,20
27/04 Arnie sempre più preziose "E c'è chi arriva a rubarle"

Sul giornale "La Provincia" intervista al nostro Presidente, dott.ssa Silvia De Palo, sui furti di alveari. Copia dell'articolo può essere letto nella sezione "Dicono di Noi" o al seguente link
(da copiare ed incollare nella casella di indirizzo del vostro browser)
https://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/arnie-sempre-piu-preziose-e-ce-chi-arriva-a-rubarle_1394046_11/
25/04 Nota tecnica

Dopo lo slancio registrato a cavallo fra marzo e aprile gli alveari hanno subito un pesante rallentamento. Le gelate hanno danneggiato in parte le fonti alimentari e in parte è l'effetto di quella stasi che si nota fra una grande fioritura e l'altra. Finiti i ciliegi e il tarassaco si aspetta con trepidazione la Robinia pseudo acacia. Un fioritura che sembra fortemente in ritardo sui tempi. Soprattutto se si considera che sono anni ed anni che siamo abituati ad una sua continua anticipazione. Controllando a Sondrio le postazioni dove l'acacia in altri anni era già fiorita ho trovato piante con spighe fiorali ancora chiuse e solo rari casi i fase di "unghia bianca". Un ritardo quindi di almeno 15- 20 gg rispetto lo scorso anno. Anche nei pressi delle arterie della Brianza dove in genere anticipa largamente si nota un analogo ritardo.
In molte zone della Valtellina e della Valchiavenna le piante sono segnalate come molto danneggiate dalla gelata e in vaste aree si considera orami persa questa fioritura. Raramente però ho notato come condizioni microclimatiche veramente minime determinano situazioni differenti. Due i fattori che sembrano aver giocato un ruolo importante. Il prolungato ristagno dell'aria fredda notturna del 7 aprile e la scarsa disponibilità di acqua. Le piante vicino ai ruscelli sembrano aver risentito meno dei danni provocati dal gelo così come sembra le piante sui versanti e in quota, anche perché non ancora in ripresa vegetativa al momento della gelata.
21/04 Nota tecnica

Un amico mi segnalava che in un Comune della Valtellina c'è una forte concentrazione di alveari vicino all'abitato e in questo periodo le auto risultano imbrattate da escrementi di api più del solito. Si chiedeva se poteva essere un segno di Nosema. Il Nosema apis ha, fra le sue manifestazioni cliniche, la defecazione all'interno dell'alveare. Quelle all'esterno sono segno anzi di un attività di espulsione normale. Le feci inoltre risultano tendenzialmente leggermente differenti: un po' più conformate quelle "normali". In questo momento gli alveari sono in forte crescita e stanno allevando molta covata. Sono quindi molte le api che devono accudire ad essa e che devono consumare polline in quantità per produrre pappa reale necessaria all'alimentazione delle larva. Il polline, contrariamente al nettare, ha però parti indigeribili che si accumula nel retto e che poi verrà espulso durante i voli sotto forma di feci. In sintesi l'aumento delle defecazioni osservate non è una patologia ma la conseguenza di una fase fenologica specifica, in questo caso dello sviluppo delle covate e conseguentemente delle famiglie.
19/04 Il mondo dell'apicoltura italiana in lutto

Giovedì u.s. Andrea Paternostr è rimasto coinvolto in un tragico incidente e, alla sera del 18 aprile, la famiglia ha comunicato che Andrea è spirato. Aveva 54 anni. E' stata un figura importante del nostro settore perché la sua azienda "Mieli di Thun" ha segnato una svolta nella promozione del miele. Dinamico ed intelligente ha puntato alla valorizzazione del patrimonio di varietà di mieli monoflorali che l'apicoltura italiana può e sa proporre. Ha insegnato con l'esempio la necessità di un estrema cura della qualità del prodotto che si propone alla clientela. Ha insegnato inoltre che la qualità non basta: deve essere presentata con un confezionamento di pregio o comunque studiato nei minimi dettagli. Ad Andrea un sentito grazie e un abbraccio ai familiari perché non facciano cadere il testimone
17/04 Nota tecnica

La crescita degli alveari nell'ultima decade di marzo e nei primi giorni di aprile si è arrestata e le famiglie hanno iniziato a perdere peso: il consumo è stato maggiore di quanto viene importato. Le giornate fredde hanno obbligato le api a "bruciare" molte riserve energetiche per mantenere al caldo le estese covate del periodo.
L'osservazione
Nelle famiglie forti le covate ormai prossime allo sfarfallamento (ovvero quelle frutto della deposizione avvenuta ad inizio mese con belle giornate ed alte temperature) si presentano estremamente compatte: "favi asfaltati" come si dice in gergo per indicare appunto una covata molto compatta. Poi, sul favo successivo si nota una covata più recente, frutto della risposta al freddo pungente dei giorni successivi: la covata e a mosaico ma non come quella della peste americana (che si presenta in modo molto più irregolare) questa, se si osserva attentamente, è formata da celle opercolare disposte a raggio intorno ad una vuota. In quella vuota si infila, al bisogno, un ape che con i suoi movimenti muscolari scalda le celle opercolate vicine. Le api infatti, quando il freddo si fa intenso preferiscono scaldare il favo non solo dalla sua superficie ma anche dall'interno.
Il Meteo
Le condizioni meteorologiche previste danno ancora un quadro di instabilità e con piogge da metà della prossima settimana e temperature relativamente basse.
Fioritura della Robinia
Preoccupazione in po' in tutta la Lombardia per la fioritura della Robinia: le recenti gelate pare abbiano danneggiato non poco gli abbozzi fiorali già formati. Questo dato pare particolarmente evidente nelle zone più basse della Pianura Padana dove l'aria fredda (più pesante) è ristagnata maggiormente. Danni cospicui sono segnalati nell'Oltre Po Pavese
13/04 Nota tecnica

Il ritorno del freddo dopo delle belle giornate calde ha creato situazioni che richiedono una certa attenzione. Gli alveari fortunatamente hanno avuto il tempo di crescere in popolazione riequilibrando una certa sproporzione fra dimensioni della covata e numero di api che poteva accudirla e proteggerla dai ritorni di freddo. La gelata del 7 aprile non ha infatti dato luogo a danni evidenti alla covata. Anche le basse temperature registrate ieri si presume quindi non abbiano creato problemi particolari alle famiglie in buona salute. Maggiori perplessità invece sul fronte delle fonti nettarifere. La gelata tardiva ha probabilmente chiuso molte fioriture importanti come il ciliegio. I pesi degli alveari monitorati segnano un arresto o un regresso. Probabilmente le fioriture della primavera riprenderanno ma sicuramente queste avversità climatiche segnano una battuta d'arresto e quindi, soprattutto negli alveari più deboli è opportuno intervenire se si vuole portarli ad essere pienamente pronti e produttivi all'appuntamento con la fioritura dell'acacia.
04/04 Nota tecnica

La situazione
Nell'ultima settimana di marzo le temperature sopra la media, le giornate soleggiate, le molte fioriture tra cui i ciliegi hanno fornito un importante stimolo alle famiglie che hanno finalmente superato il saldo negativo fra consumi e importazione. Finalmente il peso degli alveari ora cresce, e cresce di buon ritmo. Le covate sono estese e anche le popolazioni stanno divenendo sempre più consistenti. I nuclei e le famiglie tenute strette "spingono" e richiedono spazio. Passando vicino agli alveari si sente il profumo di nettare e di fiori, nei favi si trova miele fresco e il favo "magazzino", ovvero quello più vicino alla covata è pieno di polline fresco.
Cosa fare
E' il momento di dare spazio: con favi costruiti in ottimo stato. Questi sono da porre fra il favo magazzino e la covata. Qualche attenzione in più se dovete aggiungere fogli cerei. Perché questi vengono costruiti solo con tempo stabile e un costante flusso nettarifero. Con le piogge e freddo vengono rosicchiati e costituiscono un ostacolo interno al nido.
Eliminate i favi vecchi e con segni di muffa se non lo avete fatto a fine inverno.
Sono opportuni i travasi in arnie pulite ed effettuare le piccole manutenzioni alle arnie vecchie.
Profilassi
Fate un trattamento con ApiHerb o con analogo preparato casalingo (vedi articolo Integratore alimentare per contrastare il Nosema" di Cristina Palmieri nella sezione "I Progetti" e quindi "Temi").
Controllare accuratamente la covata per individuare eventuali segni clinici
Aggiungere "favo trappola" per la Varroa ovvero telaino da melario nel nido per far costruire la parte sottostante a favo maschile. Le pupe dei fuchi potranno poi essere rimosse con la forchetta e getto d'acqua per poter riutilizzare il favo trappola. Sono sconsigliati, in questa fase, qualsiasi altri trattamenti contro il parassita perché inefficaci e dannosi all'alveare.
31/03 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di MARZO 2021

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

02 marzo Kg 25,00 -0,20
06 marzo Kg 24,90 -0,10
10 marzo Kg 24,60 -0,30
14 marzo Kg 24,40 -0,20
18 marzo Kg 23,80 -0,60
20 marzo Kg 25,00 +1,20 candito
24 marzo Kg 24,40 -0,60
28 marzo Kg 24,70 +0,30
30 marzo Kg 25,70 +1,00
31 marzo Kg 27,30 +1,60 + 1 foglio cera
29/03 Nota tecnica

Il meteo
Le previsione meteorologiche prevedono giornate calde e soleggiate da lunedì 29 a venerdì 2 aprile poi una progressiva flessione delle temperature ed un deciso peggioramento lunedì e martedì 6 aprile a cui segue dell'instabilità.
Le fioriture
Le fioriture sono in questo momento abbondanti, ancora attivo il Lamium purpureo e sono iniziate le fioriture del ciliegio, del tarassaco, del biancospino e di alcune fruttifere. Le fioriture pratensi, sue terreni sciolti o più asciutti probabilmente risentiranno della siccità. Meno problemi per le fioriture delle piante arboree anche se il vento potrebbe ridurre la potenziale spinta che queste possono dare agli alveari.
Gli alveari
Globalmente le famiglie che hanno superato l'inverno hanno ora covata estese. Conseguentemente il consumo delle scorte è stato recentemente particolarmente intenso. Le famiglie sono in una fase delicata perché presentano un accentuato squilibrio fra popolazione adulta ed estensioni della covata.
Cosa fare
Consigliamo una visita approfondita in queste giornate calde per constatare lo stato della famiglia, della covata e dell'eventuale presenza di patologie.
Se avete "stretto" molto le famiglie può essere che ora incominciano a "spingere". In tale caso aggiungete un favo costruito all'esterno dell'area di covata. E' presto per dare fogli cerei.
Per il momento rimanete su un alimentazione con il candito (non fatelo mancare alle famiglie più deboli). Presto per ricorrere allo sciroppo. Quest'ultimo è da utilizzare solo se la famiglia è molto debole e/o senza scorte
Togliere il cassettino antivarroa ma non togliete le coibentazioni invernali poste sopra il coprifavo: E' ora che l'alveare ha più necessità di trattenere il calore
22/03 Nota tecnica

Le prime ore della giornata con la colonnina di mercurio che segnava temperature sotto zero. In quota venti freddi spazzano le cime e ieri, in cielo, si vedevano a tratti le "nubi" traslucide di neve ghiacciata che il vento trascinava con se. In rete c'è un video di un tornado registrato ieri su una delle cime della Valmalenco. La Protezione Civile ha rilanciato anche per oggi l'allarme, diramato ieri, per il vento forte nelle zone esposte. Fortunatamente il nostro territorio alle quote più basse è, in genere, ben protetto dai monti. Non manca però una certa ventilazione che accentua la sensazione di freddo. Questi abbassamenti termici inducono gli alveari ad un forte consumo perché le covate sono ora molto estese e necessitano di temperature elevate: 35° costanti !! Consigliamo:
1 - di non aprite gli alveari e soprattutto non visitate la covata rinviando eventuali operazione (da giovedì è previsto un netto rialzo delle temperature)
2 - controllate che gli alveari abbiano disponibilità di candito
3 - se possibile date integratori proteici
20/03 Nota tecnica

La stazione meteorologica di Piateda segna una temperatura minima di - 2,1 ma sotto lo zero termico si è rimasti per diverse ore. E' da sperare che i danni agli alveari siano contenuti ma sfortunatamente in questa fase i rischi che le gelate tardive creano sono alti. Alla ripresa di fine inverno - inizio primavera può succedere che gli alveari tendono a rischiare "un passo più lungo della gamba" mettendo in cantiere più covata di quella che poi, in situazioni avverse, riescono poi a sostenere perché si è generato uno squilibrio rispetto alla popolazione adulta. La covata deve essere mantenuta a 35 gradi e quindi necessita che ci siano sufficienti api a scaldarla. In caso di freddo intenso le api abbandonano le parti più periferiche della covata, che verrà lasciata perire, concentrando le proprie forze e risorse a quella in posizione più centrale. La covata morta sarà disopercolata. Dalle pupe sarà recuperata la parte fortemente proteica della testa per produrre nuova pappa reale per la covata superstite ed il resto eliminato all'esterno dall'alveare. Ovviamente questi abbassamenti termici hanno anche un costo energetico elevato per l'alveare ed è quindi bene assicurarsi che le famiglie non vadano in stress alimentare.
19/03 Le riflessioni del prof Mario Colombo

Con grande piacere riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Mario Colombo, già Professore di Entomologia presso l'Università degli Studi di Milano ed uno dei massimi conoscitori ed esperti del settore apistico nazionale. Consigliamo vivamente di leggere le sue osservazioni perché sono un richiamo all'etica molto importante se il nostro settore non vuole perdere l'anima.
L'articolo è nella sezione "I Progetti" e quindi "Temi"
15/03 Nota tecnica

E' bene limitare le visite agli alveari. In questo periodo c'è un certo squilibrio fra le aree di covata, già proporzionalmente molto estese, e la popolazione relativamente scarsa. Le aree di covata devono mantenere una temperatura costante di 35° la temperatura massima di ieri era di 13,5° e con il vento il raffreddamento è anche più rapido. Una visita approfondita quindi implica all'alveare un forte lavorio per ripristinare le condizioni necessarie per l'allevamento della covata. E' però opportuno, quando le condizioni lo permettono di verificare le eventuali orfanità.
11/03 Nota tecnica

Come si presentano gli alveari?
L'inverno relativamente più freddo che non ha stimolato gli alveari a continui "stop and go". Si sono così preservate le api e quindi le famiglie. La sostanziale stabilità meteorologica da metà febbraio, le temperature via via crescenti che presto si sono portate sopra la media del periodo, hanno creato le condizioni ottimali per la vegetazione. Tale situazione ha favorito anche per lo sviluppo ottimale degli alveari. Questi hanno ora covate in genere più ampie di quelle che si trovano solitamente ad inizio marzo. Situazione da buona a ottima anche relativamente alle scorte. Il consumo durante l'inverno è stato relativamente più contenuto perché, come detto, le famiglie sono rimaste più "ferme". Tutto bene quindi? L'impressione complessiva è che ci sia una disparità più accentuata nello sviluppo degli alveari, in particolare fra quelli che sono stati in montagna e quelli rimasti alle quote più basse. Ovvero fra le famiglie che a fine estate non hanno avuto stress alimentari e quelle che l'hanno subito, per quanto sia stato tempestivo l'intervento di sostegno. Però quanto detto si basa su una casistica troppo limitata e quindi forse frutto solo di una suggestione perché si dovrebbe presupporre un ugual potenzialità nelle regine ma in realtà è proprio in questo periodo che si può meglio distinguere ed evidenziare le loro capacità.
09/03 Nota tecnica

L'inverno è stato maggiormente freddo rispetto agli ultimi anni, la vegetazione e le api sono rimaste quindi "più ferme". Una situazione sostanzialmente molto positiva perché, come già spiegato in precedenti note tecniche, le api entrate in invernamento erano sostanzialmente più vecchie poiché sono mancate le raccolte autunnali e conseguentemente le ultime importanti covate per creare una consistente popolazione che doveva "traghettare" le famiglie nella nuova stagione produttiva. Un forte ondata di Varroa ha ulteriormente indebolito le famiglie che spesso si sono ritrovate non solo con api vecchie ma anche poco efficienti e resistenti perché già state punte dal parassita.
I nostri appelli però hanno funzionato e le perdite non sembrano, per quanto per ora raccolto, così funeste come in certi momenti abbiamo temuto.
A fine febbraio le giornate si sono intepidite e le minime in particolare si sono portate ben sopra lo zero termico. In poco tempo anche le massime hanno raggiunto valori sopra le medie del periodo. Il caldo, i terreni ancora umidi della neve recentemente disciolta e l'allungamento delle ore di insolazione non solo hanno risvegliato la vegetazione ma hanno anche impresso una buona accelerazione alle fasi fenologiche. Il nocciolo adesso in basso ha già esaurito la fioritura e che è invece ora attiva a quota 1000, nei prati troviamo ora diversi fiori ed in particolare il Lamium purpureo sul quale le api raccolgono il polline rosso. I primi fruttiferi, nelle zone meglio esposte incominciano a fiorire: albicocco e pesco.
 
nereal.com . 05|21