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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


23/02 Webinar: Biologico, una scelta responsabile - 4 incontri per conoscere e saper scegliere

La Comunità Montana Valtellina di Sondrio ed ERSAF in collaborazione con Coldiretti Lombardia, organizzano per il mese di marzo, un ciclo di conferenze on line dal titolo "Biologico, una scelta responsabile" - 4 incontri per conoscere e saper scegliere.
Durante gli incontri, con partecipazione gratuita e libera a tutti, si affronteranno con esperti del settore diversi temi legati al mondo del bio: dal valore nutrizionale dei prodotti da portare in tavola, alla corretta lettura delle etichette, alle scelte per un consumo consapevole ed efficace per il benessere di ogni individuo e per il pianeta.
L'iniziativa si svolge nell'ambito del progetto Interreg Sinbioval.
Per partecipare bisogna collegarsi al link https://www.gotomeet.me/cmsondrio/sinbioval
per info e per iscrizione scrivere a lucia.rovedatti@ersaf.lombardia.it
22/02 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di FEBBRAIO 2021

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

01 febbraio Kg 25,00 -0,20
05 febbraio Kg 24,60 -0,40
13 febbraio Kg 24,30 -0,30
18 febbraio Kg 23,80 -0,50
21 febbraio Kg 23,50 -0,30
25 febbraio Kg 25,20 +1,70 candito
19/02 Paride Bianchini

E' scomparso Paride Bianchini. Paride è stato un socio fondatore dell'APAS e una persona sempre molto attiva nella nostra associazione fin dai suoi albori. Un inventore geniale. Uno scienziato dalle grandi intuizioni. Ha sperimentato e messo a punto molti sistemi innovativi, dal riscaldamento delle arnie al campionamento di suoni all'interno dell'alveare. Quest'ultima attività gli ha permesso di individuare e campionare un particolare richiamo della regina che viene modulato in modo differente nei diversi momenti della vita della famiglia e che induce a specifici comportamenti nelle api. Osservazioni sostenute da riprese e filmati realizzati con ingegnosi posizionamenti di telecamere all'interno dell'alveare. Sperimentazioni e osservazioni eccellenti che riguardavano anche molti altri ambiti come, ad esempio, gli effetti, nell'alveare di trattamenti sanitari di disinfestazione del parassita Varroa destructor, producendo al riguardo filmati spettacolari. Negli ultimi anni, per le sue osservazioni, aveva aggiunto anche una telecamera all'infrarosso al fine di ampliare ulteriormente il suo campo d'indagine. Ricordare tutte le sperimentazioni da lui compiute è sicuramente impossibile ma, fra queste ci piace ricordare per l'aspetto innovativo che lo ha sempre caratterizzato, il trasmettitore di ultrasuoni che entrava in funzione al momento di una sciamatura e fermava lo sciame già in volo. Anzi in un caso lo sciame è addirittura tornato nell'alveare di partenza. Ma Paride va ricordato anche, e soprattutto, per la sua generosità, per la voglia di condividere, per l'entusiasmo con cui accoglieva ogni apicoltore che gli chiedeva consiglio, per l'amicizia che ci ha sempre dimostrato. Ci manca ora l'apicoltore, l'inventore, ma soprattutto l'amico saggio e generoso. Il nostro affetto va alla moglie Fulvia, alla figlia Barbara e a tutta la famiglia. I funerali si terranno oggi alle ore 15.00 nella chiesa di Caiolo.
17/02 Nota tecnica

Temperature minime registrate presso l'apiario didattico dell'APAS (in una delle zone più calde e riparate di Sondrio):
12-02-2021 T° min - 0,6
13-02-2021 T° min - 1,18
14-02-2021 T° min - 4,50
15-02-2021 T° min - 3,81
16-02-2021 T° min - 1,18
Contestualmente il calo di peso piuttosto accentuato fatto registrare dall'alveare campione fa supporre che le rose di covata siano incominciando a divenire un po' più consistenti. Tutto ciò significa che rilevanti abbassamenti termici comportano degli stress sulle famiglie piuttosto rilevanti e che richiedono attenzione da parte degli apicoltori che devono verificare la disponibilità di alimentazione e la buona coibentazione delle arnie.
16/02 Dicono di noi

Nella sezione "Dicono di noi" articolo di Camilla Martini relativa al cambio di sede dell'APAS
15/02 Lezione Online

Ottimo successo della lezione online tenuta dal dott. Franco Mutinelli, direttore del Dipartimento funzionale sperimentazione e benessere animale presso l'ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLE VENEZIE (IZSVe) sul tema "patologie apistiche: facciamo il punto della situazione". Hanno potuto partecipare gratuitamente tutti i soci APAS in regola con la quota di iscrizione. Più di 80 gli iscritti ed hanno partecipato in modo costante più di 70 persone. Molte le domande dimostrando così un forte interesse ed attenzione. Il successo di questo evento stimola l'APAS a proseguire nello sviluppo di eventi online.
13/02 Nota tecnica

Siamo entrati in una fase particolarmente delicata per la vita dei nostri alveari. Come già più volte illustrato la penuria alimentare registrate tra fine estate ed inizio autunno ha ridotto enormemente le covate che dovevano preparare le api invernali. Le famiglie sono entrate quindi nell'inverno con api vecchie e con una carica di Varroa che ci ha messo in forte preoccupazione. Molti hanno già perso alveari per colpa del parassita ma in genere si è riusciti a recuperare o almeno ad arginare la situazione. Abbiamo però nelle nostre arnie delle popolazione formate da api vecchie, in parte danneggiata e indebolita dal parassita. Popolazioni che in questi mesi si sono sempre più ridotte. La sopravvivenza delle famiglie ma anche la loro ripartenza è affidata quindi a queste api e gli stress ambientali e alimentari possono essere fatali per il patrimonio apistico locale.
12/02 Avviso

Buongiorno a tutti. La FILIALE DI PRATA CAMPORTACCIO riaprirà al pubblico a partire da VENERDI' 19 FEBBRAIO. Piera e Giuseppe vi accoglieranno come sempre nei giorni di martedì e venerdì dalle 17.00 alle 19.30.
10/02 Aiutaci a sciamare

Buongiorno a tutti. Molti di voi avranno già ricevuto il giornalino Apicoltura alpina "Special edition" dove raccontiamo nel dettaglio il progetto del cambio di sede e la campagna di crowdfouding che abbiamo attivato su un apposito sito. Chi ancora non avesse ricevuto nulla, può visionare il giornalino al seguente link: http://apicoltori.so.it/files/rivista/1f194c5eaf2447b80abc3d4c33358099.pdf. Oltre ad appellarci alla vostra generosità, vi chiederemmo se possibile di diffondere e pubblicizzare la nostra iniziativa con ogni mezzo a vostra disposizione. Ad esempio inoltrando il messaggio che inviamo qui di seguito a tutti i vostri contatti e gruppi, senza risparmiarne nessuno: dal gruppo del calcetto del mercoledì, al gruppo dei genitori della 2°B ecc, ecc... E' da poco attiva anche la pagina facebook "Apas Sondrio" e il profilo instagram @apasondrio dove contiamo di tenervi aggiornati sullo stato dei lavori. Seguite numerosi la nostra e vostra sciamatura!!!
09/02 Nota tecnica di Marco Bianchi

Marco Bianchi dell'Associazione di Como e Lecco ci ha trasmesso cortesemente la sua Nota Tecnica:

Buon anno a tutti speriamo che finalmente sia una buona stagione per l'apicoltura e non solo.
In apicoltura ogni stagione è un po' figlia della precedente, così è stato per il 2020,un inverno estremamente mite con un blocco di covata nell' autunno 2019 molto precoce, tutto questo ha avuto sicuramente sia un effetto positivo, il basso numero di perdite invernali, sia negativo il blocco precoce di covata e l'inverno mite hanno fatto si che carico di Varroa sulle nostre famiglie di api fosse molto elevato, cosa che in molti avevamo notato durante la stagione produttiva.
Il risultato è stata una caduta elevata di Varroa dopo il trattamento estivo , con famiglie che già all'inizio dello stesso si presentavano con api deformi e poi con popolazioni molto ridotte alla fine del trattamento, nel mio caso blocco di covata (21 giorni) e Api Bioxal dopo 5 giorni dalla liberazione della regina.
La ripresa post trattamento per le famiglie più compromesse è stata lenta, nonostante le attenzioni prestate, tanto che abbiamo invernato famiglie mediamente più scarse , ma la cosa che mia ha preoccupato è stata la caduta ancora molto elevata di Varroa dopo il trattamento autunnale, fine ottobre primi di novembre, anche questo eseguito con ossalico sgocciolato.
Questa presenza elevata di Varroa non ci può lasciare tranquilli, anzi ci impone di intervenire di nuovo, in questo caso si consiglia sempre acido ossalico ma in forma sublimata e in assoluta assenza di covata.
Nelle passate stagioni questo trattamento non si è potuto effettuare per la continua presenza di covata a causa di stagioni invernali estremamente miti ma, questo inverno ha il sapore di antico, tanto freddo , neve e blocco di covata persistente .
Queste prima che riprenda la deposizione sono le condizioni ideali per intervenire, dobbiamo se possibile evirare di trattare in giornate troppo fredde almeno 7,8 gradi e con umidità relativa bassa.
Affrontato il problema Varroa rimangono le solite operazioni legate alla gestione invernale delle famiglie.
Le giornate tendono ad allungarsi aumentano le ore di luce un segnale che non sfugge alle api che danno il via ai primi cicli di covata .
E' un momento importante, dobbiamo in questa periodo evitare inutili visite, che avrebbero come unico risultato il raffreddamento del glomere, pratica più dannosa sulle piccole famiglie .
I consumi tendono ad aumentare le api per allevare le nuove generazioni attingono alle sorte è quinti necessario integrare le stesse non facendo mai mancare il candito.
Per come sta procedendo la stagione le premesse per un ottima annata ci sono , come già accennato
dobbiamo mettere in conto qualche perdita, ma di contro grazie al clima rigido se abbiamo bene operato, stiamo ripartendo con una bassa infestazione di Varroa, le abbondanti nevicate garantiranno una buona riserva di idrica indispensabile per favorire un buon flusso nettarifero durante le principali fioriture, per questo sono ottimista .
08/02 Nota tecnica

Nella sponda retica, quella quindi ben esposta a sud, si trovano sempre più piante di nocciolo in fiore. Vicino ai giardini si può sentire il profumo del calicanto in fiore e si può notare l'erica in fiore. Alle porticine, sempre più frequentemente si vedono api caricate di polline, segno che le uscite non sono solo per voli di purificazione ma anche per la raccolta. Anche solo esaminando il fondo antivarroa si intuisce che, nonostante le temperature registrate in gennaio, piccole covate sono già partite. Le previsioni del tempo però indicano ancora forte instabilità e altrettanto significativi abbassamenti termici. E' probabile che assisteremo ad una impennata dei consumi da parte degli alveari. E' troppo presto per fornire loro un sostegno liquido ma comunque è opportuno non rischiare possibili stress alimentari e consigliamo di non far mancare del candito.
06/02 Nota tecnica

E' estremamente importante partire nella nuova stagione produttiva facendo sì che la carica di Varroa sia la più bassa possibile. L'anno appena trascorso ci ha riservato a fine stagione un impennata notevole di presenze di questi parassiti negli alveari. I danni non sono stati ancora accertati anche se, i continui allarmi da noi diramati dovrebbero aver stimolato gli apicoltori ad una attenta vigilanza e all'adozione di adeguate contromisure. Abbiamo anche consigliato di mantenere i vassoi antivarroa per verificare le cadute naturali in inverno di Varroa. Se presenti è stato altresì consigliato di ricorrere ad interventi suppletivi per una maggiore e più efficace contrasto alla Varroa e permettere agli alveari di partire con una bassa carica dell'epizoa. A tale fine la API Sondrio Sociatà Cooperativa Agricola, emanazione dell'APAS per fornire servizi agli associati ha messo a disposizione dei soci un sublimatore a noleggio. L'apparecchio è estremamente semplice, funzionale ed efficace. Viene noleggiato al prezzo simbolico di 10 euro il primo giorno e 5 euro i successivi. In gennaio è stato utilizzato già da 15 aziende apistiche che hanno così completato e rifinito l'intervento invernale contro l'acaro.
04/02 Nota tecnica

Le condizioni meteorologiche non si sono stabilizzate ma il clima sta cambiando. La temperature registrate dalla nostra stazione Melixa presso il Centro Didattico di Apicoltura il 27 e il 28 gennaio hanno registrato un valore minimo - 3,50. Dal 29 gennaio le minime si sono portate sopra lo 0 e anche le T max si sono portate ad un livello decisamente superiore a quelli delle giornate precedenti (fino ad una max di 15°). Si sta rapidamente assistendo ad un risveglio della vegetazione. Il terreno è ricco d'acqua e questo dovrebbe favorire la vegetazione. Il movimento alle porticine, nei momenti di sole. è molto intenso
03/02 Post 6 FB

Non sempre nell'alveare c'è capacità di sintesi… ma così succede anche a noi. A tutti è capitato nella vita di incontrare persone interessanti e di fascino ma che inconsciamente sapevamo che era bene tenerle alla lontana; incapaci di risoluzioni in merito abbiamo lasciato che fossero gli eventi a decidere per noi. Indecisioni così, a volte, possono succedere anche alle api. Nella fase di sciamatura la regina "vecchia" abbandona il nido con moltissime api-figlie. Si ritrovano in genere su un ramo a pochi metri dal alveare di partenza per fare il punto della situazione e organizzarsi. E' questo il momento della "conta" dove le api che sono uscite con il gruppo nella foga dell'eccitazione generale incominciano a capire in che tipo di avventura si stanno imbarcando e possono optare per ritornare nella famiglia di partenza. E' però anche l'occasione per le ritardatarie di aggregarsi e per le opportuniste di valutare la dimensione dell'aggregazione per decidere su una propria adesione o meno. Ma un momento è molto delicato soprattutto per un altro aspetto: si deve decidere dove si va e quale sarà la nuova casa. Non sono però delle sprovvedute. Nelle loro fila ci sono fior fiore di "bottinatrici", api esperte del territorio come delle guide pellerossa: per raccogliere nettare hanno sorvolato e setacciato tutto il territorio. Ora però la ricerca è finalizzata ad un ambiente che offra tutta una serie di requisiti di abitabilità per la nuova famiglia di api. E' tutto un via vai di esploratrici, eccitazione, coinvolgimento di gruppi sempre più ampi di api: è anche di un momento di confronto con le sostenitrici di altre ipotesi e di altri luoghi. Un confronto che può durare un ora come un paio di giorni prima di giungere ad una decisione. Può anche però succedere che se la decisione tarda a venire tutte quelle api dello sciame che non si sono volute coinvolgere, che hanno delegato e non hanno vissuto l'eccitazione della scelta (quelle che Dante reputerebbe le "ignave" e condannate al terzo girone dell'Inferno) si stufano. Sono lì affardellate e gonfie di miele per fondare il nuovo alveare, ghiandole ceripare ipertrofiche. Sì, perché parte del miele ingurgitato e trasportato serve per pompare le ghiandole della cera ed avere così i "mattoni" per costruire nuovi favi. Come gli stanchi sherpa posti nell'attesa che gli alpinisti stabiliscono dove fare il loro campo base si stufano ed intanto depositano tende, mobiletti e suppellettili senza metodo, semplicemente lì dove si trovano a riposare. In modo analogo queste api-sherpa incominciano ad imbiancare di cera i rametti dove sono appoggiate. E così, con il passare del tempo sono gli eventi che decidono. Ormai si è sprecata troppa cera per spostarsi. Costruire favi fra le fronde di un albero in Valtellina, invece che in un cassonetto delle tapparelle o in un altro ricovero protetto è, in prospettiva, un suicidio, la famiglia non riuscirà a passare l'inverno… si ma questo è un problema che la famiglia d'api dovrà affrontare fra tre o quattro generazioni … noi siamo ancora a primavera. Che ci frega!!!
Nel mondo delle api, queste politiche e questi politici ci sono ma, fortunatamente, si incontrano molto più raramente che nel nostro consesso umano.
01/02 Nota tecnica

La morsa dell'inverno per quanto lentamente si sta attenuando. La coltre nevosa è rimasta nei prati del fondovalle e sul lato orobico ma è completamente disciolta sulla costa retica ben esposta a sud. Qui troviamo i primi segni di una vegetazione pronta al risveglio. Gli amenti maschili del nocciolo incominciano a perdere il colore marrone e a mano a mano sale, come un rossore al viso, il verde clorofilla che nei rami meglio esposti già cominciano a virare timidamente verso il giallo. Nei giardini si incontra il Calicanto fiorito e l'erica. Le giornate si stanno allungando e i raggi di sole, quando c'è, divengono più caldi di giorno in giorno. Le api ne approfittano e il traffico alle porticine è divenuto più intenso e prolungato. Questo gennaio che però si è presentato come il più freddo degli ultimi anni ha influito sui consumi degli alveari che sono stati relativamente più contenuti.
29/01 Post 5 FB

L'aspetto intellettivo e cognitivo dell'ape è fra i temi più interessanti e affascinanti che questo suo magico mondo ci riserva. Bisogna premettere che è un insetto spesso studiato come singolo individuo ma più spesso è la famiglia d'api ad essere considerato come un organismo (per la precisione super-organismo) perché in essa c'è tutto il ciclo della vita: nasce, cresce, si riproduce. Eppure anche la singola ape è un piccolo miracolo che richiama l'interesse di molti scienziati perché ha dimostrato come, pur avendo un cervello piccolo, ha capacità intellettive e comunicative enormi. Per lungo tempo si pensava che agli animali fosse dato l'istinto e all'uomo l'intelligenza. Un affermazione molto molto discutibile perché non tiene minimamente conto della complessità che un mondo naturale, irto di pericoli, pone. Ogni essere vivente è visto come una bistecca (in questo caso una bistecca volante) da molte altre specie e quindi non basta disporre di un'arma di difesa ma ci vogliono anche mille altre accortezze. Il mondo naturale è certamente anche ricco di opportunità ma ben raramente sono a portata di mano senza dover anche impegnare l'intelligenza per poterle conseguire. E poi, dai, siamo onesti, chi di noi penserebbe di riuscire, da solo, a vivere (o semplicemente a sopravvivere) in una foresta tropicale (cioè in una natura intatta) anche se armato di un coltellino. Gli scienziati studiano questo minuscolo cervello facendo continuamente nuove scoperte sbalorditive eppure già quello che si conosce su quando questi minicomputer si mettono in rete all'interno dell'alveare è strabiliante. L'aspetto che mi affascina di più è la capacità della famiglia di fare sintesi. Ogni ape porta la sua esperienza che comunica alle altre ovvero che butta in un flusso di dati continuo e costante. Non in uno, ma in molti canali di trasmissione … come noi. Come noi che andiamo dalla comunicazione verbale alla fibra ottica e così le api (andate sulla fiducia, perché non riesco a spiegarlo qui, ora… andrà in una futura puntata). I dati e le impressioni trasmesse possono raccogliere un certo consenso e quindi essere a loro volta rilanciate da molti altri individui, in alcuni casi si passa dalle parole ai fatti. Alcune api, ad esempio, possono aver ricevuto poco ormone della regina nel flusso interno di alimentazione. Queste decidono quindi che è ora di darsi da fare e provvedere in merito: far nascere una nuova regina e sostituire la vecchia oppure costringerla ad andarsene a fondare un nuova famiglia. Il malcontento e l'insubordinazione si concretizza nell'edificazione di "cupolini" di celle reali pronti ad accogliere pappa reale e un uovo femminile che alla schiusura verrà trattato e allevato appunto come compete alle potenziali future regine. Ma spesso tutto si ferma solo all'edificazione dell'abbozzo di cella reale. La "rete neurale dell'alveare" fa costantemente una sintesi dei diversi stimoli che le "api-neuroni" inviano e blocca o dà voce a quelli considerati più opportuni. Ma non è così anche nel nostro cervello? Dal nostro corpo possono giungere stimoli contrastanti, parti che sentono freddo, altre caldo: il cervello sintetizza e mette a fuoco il problema per trovare le eventuali soluzioni operative. Ma anche nei problemi complessi la nostra mente valuta e "dibatte" valutazioni e strategie differenti, anche opposte… prima di fare una sintesi operativa. Nelle api tutto questo è spesso evidente. Pochi giorni fa notavo che su un cassettino che si pone sotto il fondo, aperto, di un arnia ho trovato delle uova che le api hanno buttato via. E' facile che un gruppo di api si siano lasciate tentare dallo stimolare la regina a deporre e altre hanno pensato che quelle erano fuori di testa ad avviare con questo freddo l'allevamento della covata: "ma sapete quanto ci costa la bolletta dell'energia?" sapete che consumi comporta la vostra "trovata"? Queste vecchie api sono veramente rimbambite" e "detto-fatto" hanno tolto le uova dalle cellette e lasciate cadere … quasi un aborto naturale e spontaneo… per risparmiare.
28/01 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di GENNAIO 2021

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

04 gennaio Kg 26,20 -0,20
09 gennaio Kg 26,00 -0,20
16 gennaio Kg 25,50 -0,50
21 gennaio Kg 25,40 -0,10
27 gennaio Kg 25,20 -0,20
26/01 Post 4 FB

L'ape è sparagnina, con il braccino corto, pardon con la "zampa" corta. Il "riscaldamento" lo tiene al minimo necessario e d'altronde come già visto sono perfettamente organizzate per utilizzare con parsimonia il calore. Le temperature nell'arnia sono di diversi gradi superiori a quelle esterne ma fondamentalmente, nei grafici, le loro linee presentano andamenti simili. Il consumo nei mesi di dicembre e di gennaio è di circa 1,2 - 1,5 Kg di miele. Tali dati vengono raccolti dai noi tecnici tramite bilance. Quando le giornate invernali incominciano a divenire un po' più calde e la regina parte con le prime deposizioni: il glomere deve coprire bene la novella covata e tenerla al caldo. Le api si dispongono come una calda coperta sopra le cellette che contengono le sorelle che stanno crescendo. In questa nursery la temperatura deve rimanere costante sui 33-34 gradi, proprio con in un nostro reparto maternità. Per maggior sicurezza alcune cellette vengono lasciate vuote: vi si infilano delle api per scaldare anche da una posizione laterale le larve in crescita e in trasformazione. Tenere il termostato costantemente "così a palla", anche se solo in una piccola porzione del nido, fa consumare un casino. In una settimana l'alveare perde tanto peso quanto tutto il mese di gennaio. Le prime fioriture sono di nocciolo e poi i salici che danno solo polline: una sostanza benedetta perché assolutamente necessaria per l'allevamento di covata ma per integrare il consumo di energia, e quindi di miele si deve aspettare le fioriture nettarifere. Febbraio e marzo sono momenti delicati per gli alveari. Le api infatti sono sempre prudenti ma in questo periodo possono fare "il passo più lungo della gamba". Hanno fretta. Queste api operaie sono vecchie, sono dei matusalemme. Rispetto ad un ape che vive in estate hanno circa 560 anni. Sono stufe di lavorare e avere responsabilità. Se non hanno diritto alla pensione a quell'età anche "morire, dormire e forse sognare" credo sia per loro un traguardo non disprezzabile. E' indispensabile però, per riposare, avere una generazione che ti sostituisce. Può succedere che a fine inverno si abbiano molte giornate belle e calde che invogliano "le quasi pensionate" all'azzardo. Così tentate, vanno a pigiare sull'acceleratore e la regina, così, sforna più uova. Le "rose" di covata, cioè l'area dedicata all'allevamento, diventa più ampia e molte api potranno essere sostituite e la popolazione crescere di numero. Se proditoriamente il clima cambia e, ad esempio viene molto freddo, può succedere che le api si accorgano di non essere in numero sufficiente per scaldare tutte le larve o le pupe. Allora concentrano i loro sforzi sulle porzioni di covata che possono salvaguardare e abbandonano il resto del "capitale investito" in nuova vita. La parte del "capitale investito" e perso, ovvero le pupe che sono morte per il freddo, contengono nella testa degli aminoacidi molto preziosi per l'alimentazione e quindi vengono decapitate e tale risorsa utilizzata per la rimanente covata. E' l'unico caso in cui le api, altrimenti di stretta osservanza vegetariana, riscoprono le pulsioni delle loro antiche origini comuni con le vespe.
23/01 Giovanni Pontiggia il ricordo di Mario Colombo

Il prof. Mario Colombo, docente universitario di Apicoltura presso l'Università agli Studi di Milano ha tracciato un breve ricordo di Giovanni Pontiggia figura storica dell'apicoltura lombarda. L'articolo del prof. Colombo è disponibile nella sezione "I progetti" e quindi "Temi"
22/01 Il post 3 FB

Le api sono dunque in grado di condizionare le loro abitazioni come nessun altro animale, uomo escluso (…forse). E ciò sia nell'infuocata estate sia nel rigore dei freddi invernali.
Per riscaldare bisogna bruciare energia. In questo caso non gasolio, ma miele. Un alimento "inventato", "prodotto" e immagazzinato proprio essenzialmente come combustibile invernale. Un amico apicoltore, Ernesto Agnelli, ha lavorato alcuni anni presso una missione nelle Isole Salomon dove voleva contribuire con l'apicoltura. Visto che lì è sempre primavera e non si conosce inverno, le api locali non producevano miele se non per le loro immediate esigenze. Tentò con le nostre api. Queste istintivamente intuirono che in un luogo senza inverni la produzione finalizzata allo stoccaggio di miele era una perdita di tempo… e scelsero modelli di vita più rilassati e consoni al luogo :-)) (…la riproduzione).
Le nostre stakanoviste invece sono continuamente stimolate per produrre nel timore dell'inverno. Selezionate per produrre oltre il necessario vengono alleggerite del surplus da parte dell'apicoltore. Ad esse si lascia il miele raccolto e posto sui favi del nido nelle "corone di miele": una fascia di celle riempite e gonfie di miele, chiuse da opercoli di cera che sigillano il tutto come tante piccole botti dove il prezioso alimento può conservarsi al riparo dall'ambiente. Il glomere deve posizionarsi includendo nel proprio interno questi depositi di miele, se tali aree sono solo lambite, può succedere che lunghi periodi di freddo renda le api incapaci di spostarsi anche di poco e quindi muoiono di fame. Una certa discontinuità climatica in inverno è quindi salutare: dà modo di alzarsi dalla comoda poltrona del salotto ed affrontare la fredda ghiacciaia della dispensa. E' per questo che agli apicoltori si raccomanda di posizionare gli alveari con le porte a sud o sud-est e non coibentare troppo le arnie verso questi punti: per quanto tenue, il sole invernale è assolutamente benedetto per gli alveari.
Le belle giornate sono inoltre necessarie per i "voli di purificazione" perifrasi per dire che ogni tanto devono uscire per defecare. In inverno nel loro addome si riducono e si comprimono quasi tutti gli organi interni a favore della sacca rettale. Lunghi periodi di stitichezza però non fanno bene neppure a loro. L'Apis mellifera è un specie maniaca dell'igiene e ha escogitato un modo per rendere impossibile la defecazione all'interno del nido: tale operazione può avvenire solo grazie alle sacche aeree che spingono sulla massa fecale ma queste si gonfiano solo in volo. Così l'igiene è salva!! (le eventuali eccezioni sono segni di patologia). Appena c'è un po' di sole tutte fuori (ovviamente a turno, come a scuola) a "purificarsi".
20/01 Allerta "gialla" di Protezione Civile per rischio neve

E' stata diramata oggi un'allerta "gialla" di rischio neve dalle ore 22 per l'intera provincia di Sondrio e per la Valcamonica e per tutte le prealpi lombarde. Tale rischio permane fino a sabato 23 gennaio. Le aree interessate saranno principalmente sopra i 600 - 800 m di quota con accumuli di neve che potranno raggiungere i 20-30 cm.
19/01 Cordoglio

La nostra Associazione è vicina alla famiglia Pontiggia per la perdita di Giovanni, il fondatore dell'Azienda di apicoltura ora gestita dai figli Ivano e Fausto. Giovanni, anni 91, è stato anche uno dei promotori e fondatori dell'Associazione Produttori Apistici di Como e Lecco. Con Giovani si chiude un epopea di grandi figure dell'apicoltura lombarda che hanno poi caratterizzato il nostro settore a livello associativo: da Ottorino Pandiani e Carlo Canclini, Domenico Porrini, Francesco Moro, Mairate, Ermanno Rossi, Beretta ecc. Recentemente il figlio Ivano ha proseguito con il medesimo slancio e carica altruistica l'impegno verso l'Associazione di Como e Lecco assumendosi l'onere di guidarla dopo l'ing. Manzini. Tale testimone è ora passato all'amico Costenaro.
18/01 Nota tecnica

L'utilizzo del cassettino in inverno è sicuramente una seccatura perché obbliga ad una pulizia relativamente frequente però ci da tutta una serie di informazioni e ci fornisce una radiografia accurata dell'alveare e della sua attività. E' sicuramente essenziale per la valutazione della sanità dell'alveare. Come già espresso in una Nota tecnica precedente, se a distanza di tempo dal trattamento invernale si notano ancora cadute di Varroa, che a questo punto potremmo definire come "naturali" è opportuno pensare ad un intervento per iniziare la nuova stagione senza l'appesantimento di un certo numero di parassiti. Ma il cassettino potrebbe rilevare anche la presenza di feci e quindi del Nosema apis. I detriti di opercoli segnalano la posizione del glomere all'interno dell'alveare. Con un certo stupore in alcuni alveari ho notato anche "lenti" di cera traslucida, quindi appena prodotti e caduti. Per produrre cera vuol dire che il glomere ha innalzato in modo significativo la temperatura!! Ma lo stupore non finisce qui, in qualche alveare si trovano uova cadute, scartate dalle api o pezzi di pupa, …una zampa, un'antenna. Insomma nonostante il freddo e una vegetazione quest'anno ancora sonnacchiosa la vita degli alveari si sta riprendendo.
16/01 Il post 2 FB

I meccanismi con cui le api sono in grado di condizionare la loro abitazione sono molto affascinanti e complessi. Ma a monte bisogna forse prima sapere qualcosa circa la loro FLESSIBILITA' di risposta alle diverse esigenze e/o emergenze.
Pochi giorni dopo la nascita, la nuova regina compie i voli di fecondazione. Molte api operaie l'accompagnano per proteggerla. Una nuvola di insetti ronzanti la circonda per difenderla dai pochi uccelli che non temono le loro punture, un affollamento che serve a distrarre anche i fuchi più tonti e quindi meno adatti all'accoppiamento. La regina novella, con innata femminilità "sente" dove sono i punti di ritrovo dei maschi che oziosi si scaldano al sole. Dando l'aria di passare casualmente sopra questo "Bar" per fuchi, non lesina un po' di profumo "Coco Chanel n. 5". I maschi a vederla vestita solo di questo profumo si alzano in volo all'unisono per poi salire sempre più su. Sempre più in alto, dove in genere le api non volano. L'accoppiamento può avvenire solo così e dopo "l'aggancio", tipo navicella spaziale, l'amplesso avviene in caduta libera. Quindi, per quanto siano in alto, la Regina ha un po' di fretta!! Per sveltire le operazioni la regina trattiene a se la parte che interessa e molla il pesante maschio che, evirato e supponiamo felice della sua vittoria, prosegue il suo volo nei Campi Elisi. La Regina, già che sta facendo questa avventura fuori dall'area protetta dell'arnia, ne approfitta per ottimizzare il rischio con molteplici accoppiamenti. Gli scienziati ne segnalano anche una decina per volo e i voli possono essere fatti in più giorni. Dopo questa abbuffata di sesso seguirà una casta vita. Tutto lo sperma raccolto rimarrà contenuto in un'apposita sacca all'interno dell'addome della regina e sarà sufficiente per tutta la sua vita … di "macchina" che sfornerà milioni di uova. Molti uomini inteneriti dall'immagine dei fuchi evirati e spediti in un sol colpo al creatore penseranno "Ma che zoccola!!!". In realtà è strategico per l'alveare avere una popolazione che è formata da sorellastre che riuniscono gruppi di sorelle. Ovvero alcune sono figlie di un identico padre ma con altre hanno solo la madre in comune. Questo porta nell'alveare una certa FLESSIBILITA' di risposta ad esempio alle minacce, perché alcune api sono più aggressive di altre e quindi rispondono più velocemente ad un pericolo, altre possono essere più sensibili al calo di temperatura e quindi iniziare prima a provvedere al riscaldamento ecc.
14/01 APIMELL 2021

Si informa che la Società Piacenza Expò ha diramato un comunicato relativo all'annullamento dell'edizione di marzo di APIMELL e confermato l'appuntamento autunnale di questa manifestazione, programmata per il 30/31 ottobre e 1°novembre 2021.
14/01 Nota tecnica

Ieri il phon ha innalzato improvvisamente le temperature. Grazie anche ad un sole che incomincia a scaldare almeno un po' le api sono uscite per i voli di purificazione e le porticine si presentavano tutte molto trafficate. In alcune zone particolarmente esposte sono state segnalate anche api con polline ma nella quasi totalità della provincia non ci sono ancora fioriture in atto. E' il momento di controllare i cassettini per capire, senza disturbare la famiglia, cosa avviene nell'alveare e verificare se il candito eventualmente messo è stato consumato. Se si trovano nel cassettino delle Varroe di caduta naturale a distanza dal trattamento invernale è opportuno valutare un intervento di pulizia per partire nella nuova stagione con una bassa carica di parassiti.
13/01 CORSO BASE DI APICOLTURA 2021

A seguito dell'emergenza sanitaria, l'edizione 2021 del corso base di apicoltura viene depennata dal calendario. Siamo davvero dispiaciute, visto il grande interesse che suscita ogni anno. Abbiamo valutato la possibilità di svolgere il corso in forma virtuale, ma essendo già difficile tenere una lezione teorica su un'attività tanto pratica come l'apicoltura, non ci sembrava il caso di metterci di mezzo pure la didattica a distanza. Rimandiamo tutto a tempi migliori!
12/01 Attenzione vento!!

E' stato diramato un allarme da parte della Protezione Civile di rischio per forte vento. E' stato previsto vento settentrionale. Le zone coinvolte dovrebbero trovarsi da quota 700 metri in su.
10/01 Il post FB

Gli insetti affrontano i freddi invernali sospendendo le funzioni vitali: in sostanza entrano in una sorte di morte apparente, di ibernazione. Le api no. Sono gli unici insetti che sanno produrre e amministrare il calore. Doti innate, affinate in migliaia di anni, unite a capacità strategiche ed intellettive raffinate. Fra quest'ultime c'è, da parte dello sciame, ad esempio, la scelta di una nuova casa che risponda anche a determinati criteri energetici (scelgono i cassonetti delle tapparelle esposti a Sud o a Est come noi le abitazioni in "Classe A"). Ma ancor più affascinante è la gestione del calore. Quando la temperatura ambientale scende sotto i 10 gradi la famiglia forma il "glomere". Le api cioè si avvicinano le une alle altre formando un volume compatto. La sfera è la forma geometrica che a parità di volume offre la minor superficie (e quindi la minor dispersione di calore). Così il "glomere". Questo ha la caratteristica di divenire sempre più serrato al diminuire della temperatura. Le api che si trovano in posizione esterna si dispongono a "tegole di tetto", con corpo e torace sotto l'addome di quella superiore e talmente vicine da passarsi l'alimento con minimi movimenti. Una volta, durante una sperimentazione con delle sonde elettroniche per la rilevazione delle temperature, ho dovuto aprire un arnia in una giornata molto fredda. Le api esterne non si mossero, innalzarono un po' più l'addome estroflettendo i pungiglioni. Il glomere sembrava un cactus irto di aculei. Le sonde interne al glomere registravano un innalzamento delle temperature incredibilmente veloce. Dopo un momento emergevano dall'interno alcune api che si alzavano in volo… come aerei da caccia dall'interno di una nave portaerei pronti alla ricognizione e alla difesa. Ogni insetto, deve raggiungere un proprio determinato calore corporeo per poter volare. Le api nel centro del glomere producono calore per tutta la famiglia con contrazioni muscolari (=facendo ginnastica), poi, per riposare, si alternano con quelle infreddolite poste sulla superficie del glomere.
07/01 Nota tecnica

Siamo in presenza di un inverno un po' più "normale" di quanto ci siamo abituati in questi ultimi anni: abbiamo la neve e le temperature sono relativamente basse. Nella "Nota tecnica" precedente abbiamo segnalato la necessità di prestare attenzione all'umidità eccessiva che può essere presente nell'alveare e come contrastarla.
Le api, nelle arnie, si sanno difendere abbastanza bene dal freddo. Rimane però sempre valido l'antico detto che "vogliono testa calda e piedi freddi". E' quindi importante provvedere ad una buona coibentazione della parte superiore delle arnie. Il coprifavo in legno da 12 mm è generalmente già una buona protezione contro il freddo. Sfortunatamente si sono diffusi tettini solo in lamiera (o quasi) che rendono il coprifavo unico elemento di protezione termica. Come e quanta dispersione termica è presente e coinvolga i nostri alveari diviene evidente dopo un nevicata: la parte centrale o quella in corrispondenza alla sottostante presenza del glomere è quella dove la neve presente sui tetti delle arnie si scoglie prima.
I vecchi apicoltori riempivano il vano del coprifavo con giornali ma questi se si bagnano creano più danni che benefici, altri con segatura che però complica un po' la vita al momento di una eventuale visita e aumenta le fatiche della conduzione.
Quando coibentare?
Bisogna coibentare quando si considera che il coprifavo e/o il tetto dell'arnia non sono una barriera sufficiente per trattenere il calore prodotto dal glomere. E' opportuno coibentare quando si è somministrato del candito e quindi si è aperto un varco nel coprifavo. In questo caso le api che si stanno nutrendo sono protette solo dal tettino e se perdono calore devono consumare di più. Se il nucleo è debole e sono poche le api che salgono al nutrimento possono anche morire per il freddo.
Cosa coibentare?
Le arnie in commercio offrono una sufficiente protezione sui lati però, quando in inverno si riduce il numero dei favi negli alveari è opportuno mettere ai lati dei diaframmi in legno, oppure in polistirolo espanso o in altro materiale coibente utilizzato nell'edilizia. Questa pratica di tenere "stretta" la famiglia aiuta a mantenere e gestire al meglio il calore prodotto dal glomere. E' bene non coibentare l'arnia davanti: prima le api sentono il calore del sole nelle giornate invernali è meglio è: hanno più tempo per provvedere all'uscita dall'arnia per i voli di purificazione.
05/01 Gabinat!!

Dalle ore 12:00 del 5 gennaio alla medesima ora del 6 gennaio, c'è, in Valtellina, l'antica usanza del "gabinat". Chi, incontrando un amico, pronuncia per primo tale saluto, ha diritto a ricevere in dono, entro il 17 gennaio (Festa di Sant'Antonio), una po' di Coppetta (questo dolce è infatti il prodotto più venduto nelle bancarelle delle sagre organizzate in diversi paesi e dedicate a questo Santo).La Coppetta (o meglio "Cupeta") è il dolce tradizionale realizzato sostanzialmente con miele e noci. Il dono poteva però anche ridursi solo ad alcune castagne secche o ad un sorso di vino. La parola "Gabinat" deriva dal tedesco ("Nacht der Gaben" = notte dei doni) e si può supporre che l'usanza si sia radicata con la dominazione Grigiona. N.B. In alcune zone cambia leggermente questa usanza popolare e tradizionale: a Tirano, ad esempio, il "Gabinat" è valido solo dalle ore 15:00
31/12 Nota tecnica

Gli apiari sono in riposo e così gli apicoltori. Nell'augurarvi un 2021 che cancella i disastri dell'anno che ci lasciamo alle spalle propongo alcune considerazioni tecniche.
Il Meteo
Il sito di Meteo 3B prevede ancora precipitazioni sia di neve (e a Sondrio anche di pioggia) ma soprattutto, per i prossimi giorni, sono segnalate temperature minime abbastanza significative dopo parecchi inverni relativamente caldi. Oggi 31-12-2020, ad esempio, la stazione meteorologica di Piateda registra una T minima di -6,6.
A cosa prestare attenzione: l'umidità
Gli alveari comunque dal freddo si sanno difendere piuttosto bene se sono nelle giuste condizioni ed in particolare se sono famiglie consistenti sia in popolazione che in scorte. Oggi prendiamo in considerazione un aspetto insidioso e poco valutato dagli apicoltori: l'umidità e le conseguenze provocate dalla condensa che si forma sulle superfici fredde dell'alveare. Prossimamente parleremo di temperature e di coibentazione degli alveari.
Umidità
Come chi va in un mulino non si stupisce che, per quanto pulito, si possono rintracciare, in ogni dove, un po' di impalpabile farina così nell'alveare le superfici dei favi presentano molecole di zuccheri derivante dal continuo camminamento di api che inevitabilmente ne sono portatrici per le loro attività. Questi zuccheri, una volta diluiti dall'umidità della condensa, sono una fonte nutritiva e di sviluppo dei miceti e quindi durante le prime visite degli alveari non è infrequente trovare i favi più esterni, quelli più esposti al freddo e quindi alla condensa, coperti, nella porzione inferiore, di muffa. Sono funghi, ife, che le api poi sono poi costrette a rimuovere per ricreare condizioni igieniche accettabili e che quindi sono un "appesantimento", un "costo" nell'equilibrio e nello sviluppo dell'alveare. Per questo motivo consigliamo sempre, nella preparazione all'invernamento, di tenere le famiglie "strette" ovvero di operare affinché le scorte si concentrino nei favi centrali e di togliere quelli vuoti o semivuoti in modo che rimangano nell'arnia solo quelli che la popolazione di api riescono a "coprire", assicurando ad essi un certo calore che contrasta l'umidità. La struttura "alveolare" dei favi sviluppo un grande superficie e quindi eliminare i favi vuoti vuol dire ridurre di molto le aree di condensazione. Una forte umidità all'interno degli alveari non è solo terreno di sviluppo di microrganismi ma soprattutto un elemento perturbativo dell'equilibrio energetico dell'alveare che obbliga le api ad un maggior consumo così come avviene per l'uomo quando l'umidità si combina al freddo. I fondi a rete per combattere la Varroa hanno avuto il vantaggio di eliminare il problema del ristagno dell'acqua di condensa che una volta obbligava, in inverno, a tenere gli alveari leggermente inclinati per permetterne l'uscita.
Se una famiglia muore per la fame, le api che si vanno a rimuovere dai favi sono spesso più umide di quello che ci potremmo aspettare. Ciò avviene perché "l'ambiente alveare" è pervaso di molecole di zuccheri e queste sono idroscopiche ovvero attirano e si legano facilmente con le molecole d'acqua. E' solo mantenendo un ambiente sano e vitale che si può contrastare l'umidità negli alveari.
27/12 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di DICEMBRE 2020

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

02 dicembre Kg 27,30 -0,20
10 dicembre Kg 27,00 -0,30
18 dicembre Kg 26,70 -0,30
26 dicembre Kg 26,40 -0,30
 
nereal.com . 05|21