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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


18/01 Nota tecnica

L'utilizzo del cassettino in inverno è sicuramente una seccatura perché obbliga ad una pulizia relativamente frequente però ci da tutta una serie di informazioni e ci fornisce una radiografia accurata dell'alveare e della sua attività. E' sicuramente essenziale per la valutazione della sanità dell'alveare. Come già espresso in una Nota tecnica precedente, se a distanza di tempo dal trattamento invernale si notano ancora cadute di Varroa, che a questo punto potremmo definire come "naturali" è opportuno pensare ad un intervento per iniziare la nuova stagione senza l'appesantimento di un certo numero di parassiti. Ma il cassettino potrebbe rilevare anche la presenza di feci e quindi del Nosema apis. I detriti di opercoli segnalano la posizione del glomere all'interno dell'alveare. Con un certo stupore in alcuni alveari ho notato anche "lenti" di cera traslucida, quindi appena prodotti e caduti. Per produrre cera vuol dire che il glomere ha innalzato in modo significativo la temperatura!! Ma lo stupore non finisce qui, in qualche alveare si trovano uova cadute, scartate dalle api o pezzi di pupa, …una zampa, un'antenna. Insomma nonostante il freddo e una vegetazione quest'anno ancora sonnacchiosa la vita degli alveari si sta riprendendo.
16/01 Il post 2 FB

I meccanismi con cui le api sono in grado di condizionare la loro abitazione sono molto affascinanti e complessi. Ma a monte bisogna forse prima sapere qualcosa circa la loro FLESSIBILITA' di risposta alle diverse esigenze e/o emergenze.
Pochi giorni dopo la nascita, la nuova regina compie i voli di fecondazione. Molte api operaie l'accompagnano per proteggerla. Una nuvola di insetti ronzanti la circonda per difenderla dai pochi uccelli che non temono le loro punture, un affollamento che serve a distrarre anche i fuchi più tonti e quindi meno adatti all'accoppiamento. La regina novella, con innata femminilità "sente" dove sono i punti di ritrovo dei maschi che oziosi si scaldano al sole. Dando l'aria di passare casualmente sopra questo "Bar" per fuchi, non lesina un po' di profumo "Coco Chanel n. 5". I maschi a vederla vestita solo di questo profumo si alzano in volo all'unisono per poi salire sempre più su. Sempre più in alto, dove in genere le api non volano. L'accoppiamento può avvenire solo così e dopo "l'aggancio", tipo navicella spaziale, l'amplesso avviene in caduta libera. Quindi, per quanto siano in alto, la Regina ha un po' di fretta!! Per sveltire le operazioni la regina trattiene a se la parte che interessa e molla il pesante maschio che, evirato e supponiamo felice della sua vittoria, prosegue il suo volo nei Campi Elisi. La Regina, già che sta facendo questa avventura fuori dall'area protetta dell'arnia, ne approfitta per ottimizzare il rischio con molteplici accoppiamenti. Gli scienziati ne segnalano anche una decina per volo e i voli possono essere fatti in più giorni. Dopo questa abbuffata di sesso seguirà una casta vita. Tutto lo sperma raccolto rimarrà contenuto in un'apposita sacca all'interno dell'addome della regina e sarà sufficiente per tutta la sua vita … di "macchina" che sfornerà milioni di uova. Molti uomini inteneriti dall'immagine dei fuchi evirati e spediti in un sol colpo al creatore penseranno "Ma che zoccola!!!". In realtà è strategico per l'alveare avere una popolazione che è formata da sorellastre che riuniscono gruppi di sorelle. Ovvero alcune sono figlie di un identico padre ma con altre hanno solo la madre in comune. Questo porta nell'alveare una certa FLESSIBILITA' di risposta ad esempio alle minacce, perché alcune api sono più aggressive di altre e quindi rispondono più velocemente ad un pericolo, altre possono essere più sensibili al calo di temperatura e quindi iniziare prima a provvedere al riscaldamento ecc.
14/01 APIMELL 2021

Si informa che la Società Piacenza Expò ha diramato un comunicato relativo all'annullamento dell'edizione di marzo di APIMELL e confermato l'appuntamento autunnale di questa manifestazione, programmata per il 30/31 ottobre e 1°novembre 2021.
14/01 Nota tecnica

Ieri il phon ha innalzato improvvisamente le temperature. Grazie anche ad un sole che incomincia a scaldare almeno un po' le api sono uscite per i voli di purificazione e le porticine si presentavano tutte molto trafficate. In alcune zone particolarmente esposte sono state segnalate anche api con polline ma nella quasi totalità della provincia non ci sono ancora fioriture in atto. E' il momento di controllare i cassettini per capire, senza disturbare la famiglia, cosa avviene nell'alveare e verificare se il candito eventualmente messo è stato consumato. Se si trovano nel cassettino delle Varroe di caduta naturale a distanza dal trattamento invernale è opportuno valutare un intervento di pulizia per partire nella nuova stagione con una bassa carica di parassiti.
13/01 CORSO BASE DI APICOLTURA 2021

A seguito dell'emergenza sanitaria, l'edizione 2021 del corso base di apicoltura viene depennata dal calendario. Siamo davvero dispiaciute, visto il grande interesse che suscita ogni anno. Abbiamo valutato la possibilità di svolgere il corso in forma virtuale, ma essendo già difficile tenere una lezione teorica su un'attività tanto pratica come l'apicoltura, non ci sembrava il caso di metterci di mezzo pure la didattica a distanza. Rimandiamo tutto a tempi migliori!
12/01 Attenzione vento!!

E' stato diramato un allarme da parte della Protezione Civile di rischio per forte vento. E' stato previsto vento settentrionale. Le zone coinvolte dovrebbero trovarsi da quota 700 metri in su.
10/01 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di GENNAIO 2021

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

04 gennaio Kg 26,20 -0,20
09 gennaio Kg 26,00 -0,20
16 gennaio Kg 25,50 -0,50
10/01 Il post FB

Gli insetti affrontano i freddi invernali sospendendo le funzioni vitali: in sostanza entrano in una sorte di morte apparente, di ibernazione. Le api no. Sono gli unici insetti che sanno produrre e amministrare il calore. Doti innate, affinate in migliaia di anni, unite a capacità strategiche ed intellettive raffinate. Fra quest'ultime c'è, da parte dello sciame, ad esempio, la scelta di una nuova casa che risponda anche a determinati criteri energetici (scelgono i cassonetti delle tapparelle esposti a Sud o a Est come noi le abitazioni in "Classe A"). Ma ancor più affascinante è la gestione del calore. Quando la temperatura ambientale scende sotto i 10 gradi la famiglia forma il "glomere". Le api cioè si avvicinano le une alle altre formando un volume compatto. La sfera è la forma geometrica che a parità di volume offre la minor superficie (e quindi la minor dispersione di calore). Così il "glomere". Questo ha la caratteristica di divenire sempre più serrato al diminuire della temperatura. Le api che si trovano in posizione esterna si dispongono a "tegole di tetto", con corpo e torace sotto l'addome di quella superiore e talmente vicine da passarsi l'alimento con minimi movimenti. Una volta, durante una sperimentazione con delle sonde elettroniche per la rilevazione delle temperature, ho dovuto aprire un arnia in una giornata molto fredda. Le api esterne non si mossero, innalzarono un po' più l'addome estroflettendo i pungiglioni. Il glomere sembrava un cactus irto di aculei. Le sonde interne al glomere registravano un innalzamento delle temperature incredibilmente veloce. Dopo un momento emergevano dall'interno alcune api che si alzavano in volo… come aerei da caccia dall'interno di una nave portaerei pronti alla ricognizione e alla difesa. Ogni insetto, deve raggiungere un proprio determinato calore corporeo per poter volare. Le api nel centro del glomere producono calore per tutta la famiglia con contrazioni muscolari (=facendo ginnastica), poi, per riposare, si alternano con quelle infreddolite poste sulla superficie del glomere.
07/01 Nota tecnica

Siamo in presenza di un inverno un po' più "normale" di quanto ci siamo abituati in questi ultimi anni: abbiamo la neve e le temperature sono relativamente basse. Nella "Nota tecnica" precedente abbiamo segnalato la necessità di prestare attenzione all'umidità eccessiva che può essere presente nell'alveare e come contrastarla.
Le api, nelle arnie, si sanno difendere abbastanza bene dal freddo. Rimane però sempre valido l'antico detto che "vogliono testa calda e piedi freddi". E' quindi importante provvedere ad una buona coibentazione della parte superiore delle arnie. Il coprifavo in legno da 12 mm è generalmente già una buona protezione contro il freddo. Sfortunatamente si sono diffusi tettini solo in lamiera (o quasi) che rendono il coprifavo unico elemento di protezione termica. Come e quanta dispersione termica è presente e coinvolga i nostri alveari diviene evidente dopo un nevicata: la parte centrale o quella in corrispondenza alla sottostante presenza del glomere è quella dove la neve presente sui tetti delle arnie si scoglie prima.
I vecchi apicoltori riempivano il vano del coprifavo con giornali ma questi se si bagnano creano più danni che benefici, altri con segatura che però complica un po' la vita al momento di una eventuale visita e aumenta le fatiche della conduzione.
Quando coibentare?
Bisogna coibentare quando si considera che il coprifavo e/o il tetto dell'arnia non sono una barriera sufficiente per trattenere il calore prodotto dal glomere. E' opportuno coibentare quando si è somministrato del candito e quindi si è aperto un varco nel coprifavo. In questo caso le api che si stanno nutrendo sono protette solo dal tettino e se perdono calore devono consumare di più. Se il nucleo è debole e sono poche le api che salgono al nutrimento possono anche morire per il freddo.
Cosa coibentare?
Le arnie in commercio offrono una sufficiente protezione sui lati però, quando in inverno si riduce il numero dei favi negli alveari è opportuno mettere ai lati dei diaframmi in legno, oppure in polistirolo espanso o in altro materiale coibente utilizzato nell'edilizia. Questa pratica di tenere "stretta" la famiglia aiuta a mantenere e gestire al meglio il calore prodotto dal glomere. E' bene non coibentare l'arnia davanti: prima le api sentono il calore del sole nelle giornate invernali è meglio è: hanno più tempo per provvedere all'uscita dall'arnia per i voli di purificazione.
05/01 Gabinat!!

Dalle ore 12:00 del 5 gennaio alla medesima ora del 6 gennaio, c'è, in Valtellina, l'antica usanza del "gabinat". Chi, incontrando un amico, pronuncia per primo tale saluto, ha diritto a ricevere in dono, entro il 17 gennaio (Festa di Sant'Antonio), una po' di Coppetta (questo dolce è infatti il prodotto più venduto nelle bancarelle delle sagre organizzate in diversi paesi e dedicate a questo Santo).La Coppetta (o meglio "Cupeta") è il dolce tradizionale realizzato sostanzialmente con miele e noci. Il dono poteva però anche ridursi solo ad alcune castagne secche o ad un sorso di vino. La parola "Gabinat" deriva dal tedesco ("Nacht der Gaben" = notte dei doni) e si può supporre che l'usanza si sia radicata con la dominazione Grigiona. N.B. In alcune zone cambia leggermente questa usanza popolare e tradizionale: a Tirano, ad esempio, il "Gabinat" è valido solo dalle ore 15:00
31/12 Nota tecnica

Gli apiari sono in riposo e così gli apicoltori. Nell'augurarvi un 2021 che cancella i disastri dell'anno che ci lasciamo alle spalle propongo alcune considerazioni tecniche.
Il Meteo
Il sito di Meteo 3B prevede ancora precipitazioni sia di neve (e a Sondrio anche di pioggia) ma soprattutto, per i prossimi giorni, sono segnalate temperature minime abbastanza significative dopo parecchi inverni relativamente caldi. Oggi 31-12-2020, ad esempio, la stazione meteorologica di Piateda registra una T minima di -6,6.
A cosa prestare attenzione: l'umidità
Gli alveari comunque dal freddo si sanno difendere piuttosto bene se sono nelle giuste condizioni ed in particolare se sono famiglie consistenti sia in popolazione che in scorte. Oggi prendiamo in considerazione un aspetto insidioso e poco valutato dagli apicoltori: l'umidità e le conseguenze provocate dalla condensa che si forma sulle superfici fredde dell'alveare. Prossimamente parleremo di temperature e di coibentazione degli alveari.
Umidità
Come chi va in un mulino non si stupisce che, per quanto pulito, si possono rintracciare, in ogni dove, un po' di impalpabile farina così nell'alveare le superfici dei favi presentano molecole di zuccheri derivante dal continuo camminamento di api che inevitabilmente ne sono portatrici per le loro attività. Questi zuccheri, una volta diluiti dall'umidità della condensa, sono una fonte nutritiva e di sviluppo dei miceti e quindi durante le prime visite degli alveari non è infrequente trovare i favi più esterni, quelli più esposti al freddo e quindi alla condensa, coperti, nella porzione inferiore, di muffa. Sono funghi, ife, che le api poi sono poi costrette a rimuovere per ricreare condizioni igieniche accettabili e che quindi sono un "appesantimento", un "costo" nell'equilibrio e nello sviluppo dell'alveare. Per questo motivo consigliamo sempre, nella preparazione all'invernamento, di tenere le famiglie "strette" ovvero di operare affinché le scorte si concentrino nei favi centrali e di togliere quelli vuoti o semivuoti in modo che rimangano nell'arnia solo quelli che la popolazione di api riescono a "coprire", assicurando ad essi un certo calore che contrasta l'umidità. La struttura "alveolare" dei favi sviluppo un grande superficie e quindi eliminare i favi vuoti vuol dire ridurre di molto le aree di condensazione. Una forte umidità all'interno degli alveari non è solo terreno di sviluppo di microrganismi ma soprattutto un elemento perturbativo dell'equilibrio energetico dell'alveare che obbliga le api ad un maggior consumo così come avviene per l'uomo quando l'umidità si combina al freddo. I fondi a rete per combattere la Varroa hanno avuto il vantaggio di eliminare il problema del ristagno dell'acqua di condensa che una volta obbligava, in inverno, a tenere gli alveari leggermente inclinati per permetterne l'uscita.
Se una famiglia muore per la fame, le api che si vanno a rimuovere dai favi sono spesso più umide di quello che ci potremmo aspettare. Ciò avviene perché "l'ambiente alveare" è pervaso di molecole di zuccheri e queste sono idroscopiche ovvero attirano e si legano facilmente con le molecole d'acqua. E' solo mantenendo un ambiente sano e vitale che si può contrastare l'umidità negli alveari.
27/12 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di DICEMBRE 2020

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

02 dicembre Kg 27,30 -0,20
10 dicembre Kg 27,00 -0,30
18 dicembre Kg 26,70 -0,30
26 dicembre Kg 26,40 -0,30
19/12 La situazione attuale del mercato del Miele Italiano

Nostra intervista a Raffaele Terruzzi presidente del Gruppo Miele di Union Food (Ex AIIPA) per avere un quadro della situazione dopo la crisi del 2019. L'articolo è pubblicato nel sito nella sezione "i Progetti" e quindi "Temi"
11/12 Nota tecnica

L'amico Marco Bianchi (Como) mi ha segnalato ieri che, approfittando di un'occhiata di sole e di temperature un po' più elevate, ha aperto, per controllo, 6 famiglie. Di queste, una aveva ancora un po' di covata opercolata!! Questo è un brutto segnale di allarme perché vuol dire che il trattamento invernale non è stato risolutivo in tutti gli alveari e quindi negli apiari sono presenti potenziali focolai di re-infestazione pronti a svilupparsi nella prossima stagione.
Gli apicoltori che hanno apiari in postazioni climatiche particolarmente favorevoli del Lago di Como, della Valchiavenna e della Valtellina è bene quindi che mantengano per un po' di tempo i vassoi antivarroa controllati per verificare i segni indiretti di presenza del parassita o della covata. Con il freddo, infatti, se non si è degli apicoltori di grande esperienza, è meglio non rompere i glomeri con una visita approfondita alla ricerca di eventuali rose di covata ma affidarsi esclusivamente all'esame dei cassettini. Se a distanza di tempo dal trattamento invernale, durante periodici controlli, si trova caduta recente di Varroa o comunque i segni indiretti di presenza di covata è opportuno attrezzarsi per un ulteriore intervento prima della fine dell'inverno. Questo si rende necessario per poter partire, nelle nuova stagione produttiva, con la minima presenza di parassiti per non trovarsi poi in affanno successivamente. Per questo EVENTUALE ulteriore trattamento non si può ricorrere ad un gocciolato ma solo al sublimato. In alternativa inserire una striscia di Apivar. Se già presente perché inserita a fine stagione, rinvenirla eliminando meccanicamente la pellicola di propoli (con le dovute precauzioni dell'operatore). Interventi da effettuare ovviamente in giornate con condizioni favorevoli e cercando di disturbare il meno possibile il glomere.
08/12 Nota tecnica

Abbiamo continuamente, quest'anno, lanciato l'allarme di pericolo circa la forte proliferazione della Varroa. Questo acaro si presenta al momento come il principale nemico della consistenza apistica del settore sia perché può portare direttamente alla morte degli alveari sia perché ne può essere causa indiretta indebolendo il sistema immunitario e come vettore di virosi. Da quanto rilevato dai tecnici APAS le perdite sembrano concentrarsi soprattutto nelle postazioni site nelle quote basse dove la concentrazione degli apiari è maggiore. Le postazioni di montagna e gli alveari utilizzati per il nomadismo sembrano meno coinvolti in questa "debacle". I motivi di questa differenza di situazione sono molteplici e per certi versi anche molto intuitivi ma fra questi ci preme evidenziare che il mese di agosto, alle quote più basse, quest'anno c'è stata anche una sensibile penuria di fonti alimentari, ed in particolare di polline, fattore che ha indebolito fortemente le famiglie rendendole ancora più suscettibili all'aggressione del parassita. Nei nostri controlli presso gli apiari e dalle segnalazioni raccolte presso i soci abbiamo constatato che anche negli apiari dove le perdite sono per ora state molto contenute (se non assenti), gli alveari si presentano particolarmente ridotti in popolazione. In questa situazione è opportuno mantenere sempre un atteggiamento vigile nel sostenere le famiglie nel periodo invernale e alla ripresa post-invernale.
30/11 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di NOVEMBRE 2020

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

08 novembre Kg 27,50 -0,10
09 novembre Kg 28,50 +1,00 candito
15 novembre Kg 28,00 -0,50 Apibioxal
22 novembre Kg 27,70 -0,30
29 novembre Kg 27,50 -0,20
25/11 Nota tecnica

Questa settimana abbiamo avuto un discreto abbassamento termico, siamo ancora sopra le medie di stagione ma comunque è stato un piccolo cambiamento utile a chiudere le covate anche negli alveari irriducibili. Assistiamo ora ad un rialzo delle temperature notturne ma poi dal 2 dicembre si dovrebbe tornare, nella zona di Sondrio, ancora a delle T minime in campo negativo. Per chi non lo ha fatto è questo, probabilmente, il momento di effettuare il trattamento "gocciolato" contro la Varroa. In alcune zone del Lago di Como ci hanno segnalato la scorsa settimana covate estese su più favi e con deposizione recente. In questo caso, è ovvio che non si può rimuovere la covata e poi, ormai, le temperature sono tali da non permettere di rompere i glomeri quindi in questi casi può essere opportuno intervenire con il gocciolato di Apibioxal miscelato con glicerolo ma rinforzando l'azione con l'inserimento di una striscia di Apivar. Data la forte infestazione di Varroa che quest'anno ha colpito molte zone sarebbe opportuno che a fine dicembre (o a gennaio in funzione dell'andamento climatico) sia effettuato un intervento di rifinitura e di verifica di eventuale ulteriore presenza del parassita utilizzando Apibioxal sublimato.
Ultima notazione: è consigliabile dare alle famiglie del candito in occasione del trattamento. Secondo le ricerche di Pierantonio Belletti la nutrizione è uno stimolo agli alveari che aumenta del 20% l'efficacia dei trattamenti.
 
nereal.com . 05|21