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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


18/10 Aggiornamento rassegna stampa

Nella sezione "Dicono di noi" sono disponibili due articoli relativi all'intitolazione del CENTRO DI DIDATTICA APISTICA ED AMBIENTALE a Ernesto Agnelli
17/10 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di OTTOBRE 2018

Rilevazioni di Marco Moretti

01 ottobre Kg 34,20 -0,10
07 ottobre Kg 33,90 -0,30
09 ottobre Kg 34,70 +0,80 candito proteico
16 ottobre Kg 34,00 -0,70
13/10 Nota tecnica

Le previsione meteorologiche indicano per la prossima settimana una certa stabilità delle temperature minime che oscilleranno fra i 9 e i 10 gradi. Sono condizioni che permettono ancora di utilizzare gli sciroppi. Questi servono per integrare le scorte perché le api, contrariamente al condito, riescono ad elaborarlo, trasformarlo e stoccarlo come riserva per l'inverno. In questa fase di riduzione della deposizione delle regine, quanto importato e rielaborato viene in parte posto nelle celle che hanno contenuto la covata anziché andare totalmente ad allargare ed ispessire la corona di miele che sovrasta tale zona. Sembra quasi che le api vogliano aggiungere un ulteriore impedimento affinché la regina deponga sempre meno uova. Lo sciroppo dato ora viene quindi sistemato nel centro della zona dove si posizionerà il glomere. Rimarrà così al caldo e pienamente disponibile per l'alimentazione anche nelle giornate più fredde. E' quindi questo il momento migliore per dare o intensificare l'alimentazione liquida avendo l'avvertenza di utilizzare rapporti relativamente densi (ovvero da 1 a 1 in su) per non aggravare le api in un lungo lavoro di concentrazione degli zuccheri.
09/10 Una nota di Besomi

Si riporta uno stralcio di una comunicazione di Daniele Besomi in merito alla Nota tecnicapubblicata ieri. Le sue osservazioni sono particolarmente interessanti perché riferite alla zona di Lugano, un territorio che ha molte analogie con ampie zone della nostra provincia.

[...] domenica ho controllato i termometri di tutte le famiglie. Su 31 casse monitorate, solo 5 avevano ancora covata fresca; la domenica precedente erano 16.
Confermo anche che si vede apparire qualche varroa sulle api, e al mattino si trova sui predellini quale esemplare con ali deformate.
Io ho la fortuna di essere relativamente isolato, per cui effettuo i trattamenti non appena si fermano (e non aspetto neanche che siano ferme tutte: fra una settimana tratto quelle ferme già da un po'); di solito me la cavo con una passata sola (ma ripeto dopo un mesetto quando le cadute sono superiori a 2-300). La logica è che le varroe lasciate vive continuano a parassitare api, e soprattutto che se la covata riprende poi non posso più trattare. Sinora non ho mai perso una famiglia (l'isolamento certo aiuta!).
Comunque se effettivamente tutti trattassero subito alla cessazione di covata, il problema della reinfestazione non si porrebbe quasi più (occasionali sciami sfuggiti a parte)
Un caro saluto,
Daniele
08/10 Nota tecnica

In molti alveari la deposizione delle regine si è arrestata: un'osservazione che conferma quanto riportato nell'articolo di Daniele Besomi e segnalato il 5 ottobre. Nella gran parte degli alveari che ho avuto modo di visitare in questi giorni ho trova solo covata matura che sta sfarfallando e regine con addomi piccoli, proprio ad indicare che sono entrate in riposo. Solo in pochissimi alveari ho trovato covata fresca. Tale osservazione è stata confermata anche da altri tecnici.
E' questa la fase più delicata per la lotta alla Varroa. A mano a mano che la covata sfarfalla aumenta notevolmente il numero di acari sulle api e quindi quella che grava sull'ambiente. E', per loro, il momento della "diaspora"!! In termini naturalistici è il momento principale scelto dalla specie per diffondersi. Per noi, in termini pratici, è il momento delicato della re-infestazione delle famiglie; queste infatti non sono così impermeabili all'ingresso di api provenienti da altri alveari come qualcuno ama credere. I fenomeni della "deriva" sono in realtà molto frequenti; la rapida e capillare diffusione di questo parassita lo attesta soprattutto se si pensa che nessun luogo è stato lasciato indenne o è stato dimenticato da questo acaro.
In questi 15 giorni assisteremo ad una crescita sempre maggiore di questa popolazione di parassiti e negli alveari con le maggiori presenze si noteranno individui sulle api, qualche cella di covata con pupe morte, e qualche ape con le ali deformi. Come proposto nei convegni di luglio organizzati dalla nostra Associazione in questo mese è consigliabile inserire le strisce di APIVAR se si ha fatto il blocco di covata, oppure tornare ad inserirle se si è già operato con esse nel trattamento estivo. Le strisce non hanno un forte potere abbattente immediato ma sono efficaci su un congruo arco temporale. Potrebbe essere interessante, per l'apicoltore, capire quali sono gli alveari del proprio apiario maggiormente carichi di parassiti, un dato che può essere rilevato verificando le cadute naturali nel cassettino antivarroa oppure facendo il test dello zucchero a velo sull'intera famiglia, metodo che ha anche una certa azione di contrasto al parassita (più o meno blanda in funzione a diversi fattori). Personalmente eviterei di utilizzare in questo momento l'APIBIOXAL poiché il tempo per il trattamento autunnale si sta ormai approssimando ed irrorare le api due volte con acido ossalico a poca distanza di tempo mi sembra eccessivo. Si deve inoltre considerare che siamo alle soglie dell'inverno e le api presenti sono quelle che devono giungere in primavera e quindi non è opportuno "invecchiarle" già precocemente con un eccessivo uso di questo acido. La valutazione di un intervento di "alleggerimento" rimane comunque dell'apicoltore che deve operare in funzione del grado di infestazione che riscontra nei suoi alveari.
05/10 Nuovo articolo di Daniele Besomi

Abbiamo l'occasione di pubblicare un nuovo articolo di Daniele Besomi che ringraziamo vivamente. Anche questa nuova nota è stata pubblicata sulla rivista svizzera di apicoltura "L'APE" e riporta informazioni raccolte nelle letteratura scientifica compendiata e messa a confronto da quanto personalmente osservato e quanto attentamente raccolto nell'ambito dell'apicoltura dell'area di Lugano.
Questo nuovo articolo di Daniele Besomi lo potete trovare nella sezione "I Progetti" e quindi "Temi".
04/10 Nota tecnica: Condizione degli alveari

In molte zone del territorio, ed in particolare nel fondovalle si è verificata una scarsità di risorse nettarifere in agosto e in parte di settembre. Il ritorno dalle postazione in quota degli alveari nomadi ha inoltre accresciuto la densità degli apiari in questi territori e, di fatto, reso ancor più problematica la situazione. Soprattutto chi ha realizzato nuclei ha dovuto ricorrere a nutrizioni di sostegno e ad interventi per integrare le scorte operando in particolare con sciroppi. Chi invece ha avvertito soprattutto la necessità di sostenere ed incentivare le covate, ha preferito operare con il candito proteico perché, effettivamente, le carenze di polline sono quelle più "devastanti" per l'alveare. Grazie alle buone condizioni meteorologiche del mese di settembre abbiamo comunque registrato, già dalla seconda decade, che anche nelle zone più svantaggiate si verificava un sostanziale equilibrio fra importazione e consumo e che quindi le variazioni di peso tendevano ad annullarsi nel tempo.
Le famiglie comunque complessivamente risultano belle, popolose e con covate più che discrete. Quest'ultima si presenta molto compatta nei favi dell'anno ma molto meno su quelli vecchi e questo senza un motivo apparente.
La scarsità delle fonti alimentari ovviamente rende molto facile l'innesco dei saccheggi, che a volte possono essere anche molto violenti. Problematica che ci invita ad operare con grande cautela ed attenzione. Settembre ed ottobre però sono comunque mesi dedicati all'invernamento e quindi non possiamo esimerci dalle visite agli alveari e attuare tutti quegli interventi necessari per preparare le famiglie ad affrontare l'inverno.
02/10 Articolo di Daniele Besomi

E' stato recentemente pubblicata sulla rivista svizzera di apicoltura "L'APE" un interessante articolo di Daniele Besomi su gli effetti della scarsità di polline.
Daniele Besomi ha effettuato già interessanti ricerche in proposito e i suoi lavori sono stati citati nell'ambito del convegno svolto questa primavera sui "Pascoli delle API". Vi invito a leggere il suo articolo che potete trovare nella sezione "I Progetti" e quindi "Temi".
29/09 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di SETTEMBRE 2018

Rilevazioni di Marco Moretti

03 settembre Kg 32,40 -0,30
07 settembre Kg 32,20 -0,20
10 settembre Kg 32,20 -0,00
14 settembre Kg 32,40 +0,20
19 settembre Kg 33,80 +1,40
24 settembre Kg 34,70 +0,90 candito proteico
28 settembre Kg 34,30 -0,40
18/09 CONCORSO "GRANDI MIELI D'ITALIA 2018"

Grande successo per il miele valtellinese al concorso più rinomato di sempre. Ben 11 campioni del nostro pregiato prodotto infatti, sono stati giudicati meritevoli di una o più gocce d'oro. Risultato degno di nota se si calcola che sono stati presentati 1124 campioni provenienti da ogni parte d'Italia e solo un terzo di questi ha ricevuto l'ambita goccia.
Per l'acacia si sono distinti i mieli di Marco Martelli e di Oliver Gatti, entrambi premiati con due gocce d'oro. Ci teniamo a sottolineare l'importanza di questo risultato vista la difficoltà di ottenere un' acacia di elevata purezza nella nostra valle.
Giochiamo in casa invece con il rododendro, miele che esprime al massimo i sapori e gli aromi dell'alta montagna. Hanno ottenuto ben due gocce i mieli di Api Pozzi di Francesca Baroni, Mottalini Giuseppe, Edoardo Pini e Apicoltura Sassella di Sara Bianconi, mentre una goccia è andata a Guido Mazzetta e Sala Diana Lorena. Sempre una goccia per il rododendro di Marco Troncatti, prodotto poco oltre il confine valtellinese, precisamente in quel di Corteno.
Infine troviamo nuovamente Oliver Gatti, premiato con una goccia d'oro anche per il miele di Tiglio.
Rinnoviamo le nostre congratulazioni per gli ottimi risultati, con la speranza che si ripropongano anche al concorso "grandi mieli di lombardia".
12/09 Danni da Orsi: nota sui rimborsi

Si ricorda gli apicoltori che per ottenere il risarcimento (per quanto riguarda l'orso, ma anche per tutte le altre situazioni) è necessario che gli alveari siano stati denunciati all'ATS attraverso l'anagrafe apistica. Senza tale denuncia (e la conseguente registrazione nella Banca Data Apistica) il risarcimento non può avvenire (l'evento non viene coperto dall'assicurazione). Attenzione!!! La segnalazione di danno in questo caso può comportare un verbale per mancata denuncia degli alveari e la conseguente sanzione.
11/09 La reintroduzione dei grandi predatori nelle aree alpine

La reintroduzione dei grandi predatori nelle aree montane comporta molti problemi non ultimo quello che i pastori, per proteggere i greggi ricorrono a cani particolari, come i cani pastori maremmani. Tali animali possono costituire un pericolo per chi transita inconsapevolmente per l'alpeggio. In Svizzera la problematica è particolarmente dibattuta per cui suggeriamo il seguente link di approfondimento:

https://www.tvsvizzera.it/tvs/cultura-e-dintorni/svizzera--vetrina-della-democrazia--20-_il-popolo-richiamer%C3%A0-i-cani-da-protezione-delle-greggi-/44371052?utm_campaign=swi-nl&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_content=o
09/09 Ennesimo attacco dell'orso ad un apiario

Ieri ci è stata segnalata l'ennesima predazione a carico degli alveari da parte di un orso. Questa volta ha colpito in località Marveggia nel Comune di Spriana. I Tecnici APAS hanno subito allertato le Autorità preposte e una squadra di specialisti della Provincia di Sondrio è intervenuta per gli accertamenti necessari. Si è effettivamente attestato che il danno dev'essere ascritto all'orso. La zona è particolarmente ricca di apiari, quindi la presenza di un orso che predilige gli alveari come fonte alimentare non ci lascia molto tranquilli.
Vedi articolo di Susanna Zambon al seguente indirizzo
https://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/sondrio-orso-1.4154292
03/09 Nota tecnica

Fortunatamente in molte zone della Valtellina la carica di Varroa è risultata inferiore a quanto si temeva. Sempre più frequentemente accade che, a fronte di una caduta di parassiti contenuta, uno o due alveari presentano picchi di presenze assolutamente inaspettati. Inaspettati perché in genere si riscontrano in famiglie molto forti che quindi palesano ancora poco i sintomi correlati. La capacità distruttiva della Varroa poi, in questi trent'anni sembra si sia evoluta e modificata: più raramente porta direttamente alla morte di un famiglia o a cancellare un intero apiario: ora più subdolamente è vettore di virosi, indebolisce le difese immunitarie, debilita le singole api e ne accorcia la vita. Per cui nelle famiglie più deboli, anche se abbiamo registrato basse cadute di Varroe, possiamo trovare api nere per le virosi, covata divenuta poco compatta, api con addomi gonfi.
Cosa fare quindi?
• Mantenere sempre basso il livello di Varroa rispettando le indicazioni di intervento contro questo parassita;
• operare con scrupolosa pulizia e attenzioni igieniche sia come operatore (guanti usa e getta e sterilizzazione delle leve dopo aver visitato un alveare con virosi) che come conduzione (evitare saccheggi, le "derive " ecc.).
E la re-infestazione?
In questi ultimi anni la reinfestazione si è presentata come una problematica centrale nella lotta alla Varroa perché questo acaro ha una notevole capacità, a fine stagione e in concomitanza con il ridursi delle covate, di disperdersi nell'ambiente e quindi di penetrare in modo massiccio anche negli alveari risanati. Nelle zone più esposte (ovvero deve c'è un'alta concentrazioni di apiari ed alveari o alveari abbandonati) converrebbe, ai primi di ottobre tornare ad inserire nuovamente le strisce di Apivar, in modo di alleggerire la presenza di acari e proteggere le ultime covate. Per l'Apivar viene consigliato di non superare i 56 giorni all'interno dell'alveare e quindi potrebbe esser mantenuto 42 gg. per il trattamento estivo e inserito nuovamente ai primi di ottobre per 14 gg (avendo avuto prima la cura di rimuovere le eventuali incrostazioni di propoli).
giampaolo
31/08 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di AGOSTO 2018

Rilevazioni di Marco Moretti

01 agosto Kg 33,50 +0,00 Apibioxal
03 agosto Kg 33,00 -0,50
05 agosto Kg 33,00 -0,00
08 agosto Kg 33,00 -0,00
11 agosto Kg 32,70 -0,30
16 agosto Kg 33,20 +0,50 candito proteico
20 agosto Kg 32,70 -0,50
25 agosto Kg 33,00 +0,30 candito proteico
31 agosto Kg 32,70 -0,30
30/08 Nota tecnica

E' tempo di iniziare a preparare le famiglie all'invernamento. Le visite agli alveari, in questo periodo, devono essere veloci per evitare i saccheggi ma nel contempo abbastanza approfondite per individuare eventuali orfanità, l'eventuale presenza di patologie, valutare lo stato della covata e delle scorte. soprattutto. Chi non ha ancora provveduto è opportuno inizi ad alimentare i nuclei e gli alveari con poche scorte. L'alimentazione liquida ci dà l'opportunità di somministrare prodotti come ApiHerb, o analoghi integratori, utili a controllore e prevenire la Nosemiasi. In alternativa ai prodotti commerciali, in rete, ci sono alcune ricette con prodotti naturali piuttosto efficaci. (nel nostro sito ne potete rintracciare una nella sezione "I Progetti" quindi "I temi" http://www.apicoltori.so.it/files/progetti/728b9caa9f7d0c465bdda6ddb4e2db4a.pdf)
Il loro principi si basa nel tenere disinfettato e sgombro il mesointestino ed il retto delle api. L'aglio e alcune essenze erboristiche rispondono bene allo scopo
giampaolo
27/08 Weekend con l'orso

NUOVO ATTACCO ORSO: è stato segnalato ai danni di una nostra associata un nuovo probabile attacco da parte dell'orso durante questo week end. La zona colpita è quella di Bianzone. L'orso in questione si sta probabilmente spostando verso est sul versante retico. Purtroppo non avendo altri mezzi nell'immediato, sarebbe consigliabile per gli apicoltori della zona spostare gli alveari a quote inferiori ai 500 metri o comunque in zone non isolate e lontane dai centri abitati.
25/08 prezzi minimi per la vendita al dettaglio del Miele della Valtellina.

Nei mesi di settembre e di ottobre c'è un grande proliferare di mercatini. Ricordiamo che il Consiglio Direttivo della nostra Associazione nella seduta del 27 luglio ha fissato dei prezzi minimi di vendita del miele al dettaglio per il 2018. Il seguente listino si riferisce al vasetto da mezzo chilo.

Miele Millefiori primaverile Euro 7,00
Miele Millefiori di Montagna Euro 5,50
Miele di Acacia Euro 7,50
Miele di Tiglio Euro 6,50
Miele di Castagno Euro 7,50
Miele di Rododendro Euro 9,00
Miele di Alta Montagna Euro Euro 7,50
24/08 Non svendete il miele!!!!

L'apicoltura è un attività difficile, irta di problematiche. Investire in questo settore lo si fa in primo luogo per passione ma essendo un attività produttiva ha anche una dimensione economica e questo aspetto deve essere preso in considerazione da tutte le persone che a vario titolo interagiscono in questo ambito.
Lo deve sapere l'hobbista che deve essere conscio che può regalare il suo miele ad amici e parenti, o a semplici conoscenti, ma non può attribuire ad esso un prezzo inferiore a quello che costa produrlo. Non può nei confronti di chi, di questa attività ne vuol fare una professione o una integrazione di reddito e che quindi deve remunerare le ore del proprio lavoro o di quelle dei suoi collaboratori. Svendere un prodotto vuol dire attribuire ad esso poco valore, considerarlo di poco pregio. Regalatelo piuttosto che "sputtanarlo" !!! Se invece "vi siete impigliati" in una stupida concorrenza al ribasso, svilite non solo il vostro miele ma anche quello dei colleghi!!
Lo deve sapere il consumatore che due vasetti di miele su tre venduti in Italia sono stati prodotti all'estero, spesso in luoghi con legislazioni molto differenti dalle nostre e con una sensibilità ed un'attenzione all'igiene che non è paragonabile a quella italiana. La normativa vigente sulle preparazioni alimentari non prevede neppure sanzioni amministrative ma è subito penale!!! Inoltre è tutta la filiera produttiva ad essere soggetta al controllo e alla verifica e tutti gli aspetti che possono nuocere all'integrità del prodotto (ad esempio i presidi sanitari utilizzabili per la cura delle api) sono stati attentamente disciplinati dal legislatore.
Lo deve sapere l'apicoltore professionista o semi-professionista che in un mercato dominato da una massiccia importazione che di fatto condiziona il prezzo all'ingrosso a livello nazionale non si può competere sul terreno del ribasso dei prezzi ma che bisogna credere nel proprio prodotto, nella passione che ha animato il proprio lavoro, nella cura e correttezza con cui si è operato, sula consapevolezza che in ogni vaso che si vende "ci si mette la faccia" … e che questo impegno deve essere riconosciuto e non svilito da prezzi che umiliano il lavoro, la passione, le aspettative e speranze. Nel miele ci deve essere quindi anche la cultura e la dignità di chi lo produce.
Giampaolo
22/08 Nota tecnica

Attenzione
Attenzione ai consumi degli alveari. In questo periodo le fonti alimentari per gli alveari sono piuttosto limitate, sono poche le fioriture interessanti e quindi, in molte zone, i consumi superano le importazioni e gli alveari perdono di peso. La situazione non è omogenea sul territorio ma sicuramente le aree che hanno un carico maggiore di apiari e di alveari sono quelle che ora sono le più penalizzate. Il convegno del 17 febbraio 2018 "I pascoli per le api: situazione e prospettive" ha messo bene in luce come la densità apistica prima dell'inizio del periodo produttivo e alla fine di questo, provoca un importante stress alimentare. Il tema è stato evidenziato nella relazione di Cristina Palmieri che ha fatto riferimento agli importanti contributi di Fabio Pini e di Daniele Besomi.
http://www.apicoltori.so.it/files/progetti/3a6db543ac88ffddb479265b10565cdd.pdf
Consigliamo quindi di monitorare con attenzione la quantità di scorte presente negli alveari e di provvedere ad effettuare un alimentazione di soccorso a tutte quelle famiglie o nuclei che si presentano con scarse risorse. Per queste nutrizioni utilizzare lo sciroppo; somministrarlo possibilmente alla sera - meglio ancora quando è ormai buio. Ridurre le porticine.
 
nereal.com . 05|18