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08/06/2026 NOTA TECNICA di Giampaolo Palmieri



Dopo un inverno ormai insolito, caratterizzato da un freddo più marcato e costante rispetto agli ultimi anni, è seguita una splendida primavera, ricca di belle giornate e priva di quegli eccessi di calore che spesso determinano anticipi e sovrapposizioni delle principali fioriture.

È stata, dunque, una primavera particolarmente favorevole. Gli alveari sono giunti all’appuntamento con la fioritura della robinia (acacia) in condizioni ottimali e, contemporaneamente, in molte aree di fondovalle questa fioritura si è presentata in anticipo rispetto alla norma, riuscendo così a sottrarsi alle perturbazioni che quasi ogni anno compromettono, almeno in parte, questo raccolto.

In numerose zone la fioritura della Robinia si è quindi rivelata lunga e molto produttiva. Le api hanno spesso beneficiato della scalarità determinata dall’esposizione dei versanti, prolungando sensibilmente il periodo di raccolta.

La seconda metà di maggio, tuttavia, è stata caratterizzata dalla mancanza di fioriture particolarmente attrattive in grado di compensare il progressivo esaurimento della Robinia, già conclusa da tempo in alcune aree. Le fioriture del rovo e del tiglio domestico (quello comunemente presente nei viali) si sono dimostrate interessanti soltanto per gli apiari situati nelle immediate vicinanze di queste risorse. Successivamente, un’anomala ondata di calore ha ulteriormente limitato il contributo di tali fonti nettarifere.

In alcuni apiari il disagio si è manifestato con la presenza di “barbe” persistenti, che non si scioglievano nemmeno durante le ore diurne, e con api impegnate in movimenti ritmici sulla parete esterna dell’arnia: la cosiddetta “danza dello stress”.

Nelle prime giornate di giugno la bolla di calore si è attenuata e le precipitazioni hanno interrotto una fase di siccità che stava rallentando il flusso nettarifero. Sono così scomparse sia le barbe, sia i comportamenti riconducibili alla danza dello stress.

L’attività di volo alle porticine non ha ancora raggiunto l’intensità tipica dei grandi raccolti, ma i segnali sono comunque incoraggianti. Gli alveari stanno continuando a investire in ampie superfici di covata e possono contare su un’eccellente disponibilità di polline. In alcuni casi la raccolta pollinica è tale da occupare una parte significativa dell’area di covata; tuttavia, considerando le frequenti carenze che si registrano nei mesi di luglio e agosto, questo aspetto può essere valutato positivamente.

Oggi il volo appare più teso e intenso e sembra finalmente che le api abbiano “agganciato” importanti fioriture estive: il castagno, che in questa fase rappresenta soprattutto una preziosa fonte proteica grazie all’abbondante produzione di polline, e i primi tigli selvatici, che costituiscono invece un’importante risorsa nettarifera.