Pagine interne
 

19/06/2026 NOTA TECNICA di Giampaolo Palmieri



Fra i miei alveari percepisco un intenso profumo di nettare di castagno. È una presenza che sovrasta ogni altra essenza, al punto da farmi sospettare che quest’anno il tipico “castiglio” possa essere meno evidente del solito.

La raccolta di polline di castagno, particolarmente intensa nelle ultime settimane, non sembra ancora conclusa; da alcuni giorni, però, è iniziata anche quella del nettare che, come avviene quasi sempre, segue la fioritura maschile con un periodo di sovrapposizione più o meno ampio. Quest’anno tale contemporaneità appare particolarmente marcata.

Visitando diversi apiari dei nostri soci, abbiamo osservato come, in alcune zone, la raccolta di polline sia stata così abbondante da portare le api a occupare con le scorte anche parte delle aree normalmente destinate alla covata. Si tratta di una strategia che le colonie adottano durante le raccolte considerate particolarmente vantaggiose: la riduzione degli spazi disponibili per la deposizione induce un rallentamento dell’attività della regina e, di conseguenza, una diminuzione del numero di api nutrici. Una quota maggiore della popolazione può così essere destinata alle attività di bottinatura.

Questo comporterà probabilmente una riduzione del numero di giovani api presenti nel mese di luglio, fenomeno in parte compensato da una maggiore longevità delle api adulte. Per un’apicoltura non orientata alla produzione professionale, una contrazione della popolazione nel periodo estivo non rappresenta necessariamente un problema. Al contrario, colonie eccessivamente numerose possono generare abbondanti “barbe” di api inattive sui predellini, con un conseguente aumento del consumo delle risorse della colonia.

Inoltre, la presenza di favi ben forniti di polline rappresenta una riserva preziosa durante il periodo estivo, quando questa risorsa tende spesso a scarseggiare. È vero che una parte del polline accumulato verrà successivamente rimossa o consumata per consentire la ripresa della deposizione, ma il bilancio complessivo rimane generalmente positivo.

Nelle aziende apistiche orientate alla produzione, soprattutto nelle aree caratterizzate da una forte presenza di castagno, può invece essere conveniente utilizzare le trappole da polline per raccogliere e valorizzare commercialmente questo prodotto, oppure conservarlo per l’alimentazione delle colonie nei periodi di carenza.

Un’altra possibilità consiste nel sostituire i favi fortemente carichi di polline con favi vuoti o già costruiti. In questo modo si ottiene una duplice finalità: da un lato si costituisce una preziosa riserva di polline per il periodo estivo, dall’altro si evita un eccessivo rallentamento della deposizione. Mantenere popolazioni forti e ricche di api giovani nel mese di luglio consente infatti di realizzare nuclei per la rimonta aziendale o destinati alla vendita.

 

SITUAZIONE VARROA

La sensazione è che il problema Varroa quest'anno si presenterà anticipatamente e con una virulenza superiore agli anni recenti.

Premetto che faccio mio il quanto espresso da Pier Antonio Belletti in occasione delle lezioni tenute a Sondrio quest'anno: la Varroa non si può più combattere a calendario.

L'azione di contrasto a questo parassita non può essere affidata solo al trattamento estivo e poi a quello invernale a cui si aggiunto in tempi più recenti un trattamento autunnale.  Ora invece si impone un'attività più complessa e articolata: monitoraggio e azioni di contenimento distribuite un po' in tutto l'anno.

In primavera efficace l'uso del “favo trappola” che sicuramente non risolve il problema ma ci permette di eliminare un buon numero di Varroe. Ma anche limitarsi a sforchettare alcune zone a covata maschile ci fornisce sempre un parametro molto interessante per il monitoraggio degli alveari.

Gli sciami o la preparazione di nuclei sono un'occasione importante di abbattimento di Varroe e per ridurre il numero complessivo di parassiti presenti nell'apiario.

Quest'anno abbiamo avuto ottime condizioni produttive e covate al TOP si sono susseguite negli alveari più produttivi. Si sono quindi verificate le condizioni ottimali anche per lo sviluppo della Varroa come confermato sia dai monitoraggi effettuati che dalle segnalazioni raccolte.

Sono previste delle bolle di caldo anomalo prossimamente e quindi è probabile che la stagione produttiva si chiuda anticipatamente. Vi proponiamo di intervenire tempestivamente, appena levate i melari ad intraprendere le azioni che avete programmato contro la Varroa.

Sia che vogliate fare nuclei o direttamente blocchi di covata è bene quest'anno anticipare, così pure per chi intende solo effettuare trattamenti chimici.

Ricordo che le infestazioni di Varroa non sono omogenee sul territorio, quindi, è importante che gli apicoltori si abituino a monitorare la presenza con le modalità che considerano più opportuna e compatibile con il periodo e la situazione degli alveari.